• prova_slide2
  • prova_slide2

Pilates e Trattamenti Olistici per Sportivi

Sabato 6 Aprile

dalle ore 11.00

presso lo Studio di Via Scano 9

Pilates e Trattamenti Olistici

per Sportivi

In occasione della Giornata Internazionale dello Sport lo Studio PPM organizza una mattinata all’insegna del lavoro propedeutico per gli sportivi attraverso l’ausilio del Pilates: lavoro a corpo libero, con i piccoli attrezzi e con i grandi macchinari Reformer e Springwall si alterneranno per un allenamento specifico e completo su tutta la muscolatura.

Si lavorerà in maniera specifica sulla Powerhouse, che coinvolge tutta la muscolatura interna dal muscolo trasverso dell’addome fino ai glutei (allenarla è fondamentale qualunque disciplina sportiva si pratichi), sull’equilibrio (essenziale per ogni sport ma in particolare per danzatori, surfisti, ginnasti…) e sulla propedeutica al salto (utilissima in particolar modo a calciatori, giocatori di basket, ballerini, atleti, pallavolisti, ecc.).

Il lavoro sarà articolato in un’ora e mezza e al fine di garantire la possibilità di svolgere la lezione chiediamo gentilmente la prenotazione in Segreteria entro Venerdì 5 Aprile.

In occasione della stessa giornata sarà altresì possibile prenotare un trattamento propedeutico allo sport della durata di 25 minuti a scelta tra Thai, Shiatsu o Ayurveda, utili per rilassare e decontrarre l’intera muscolatura.

Vuoi partecipare gratuitamente all’evento? Scopri le semplici istruzioni da seguire.

Vi aspettiamo numerosi!

Per avere maggiori info, per la prenotazione e per conoscere i costi contattateci ai seguenti recapiti:

☎ 070.33.25.650 – 070.45.15.177
📞 333.35.73.921 – 389.00.41.967

Yoga e Pilates per Sportivi

Lo Yoga e il Pilates sono due discipline tanto differenti quanto finalizzate al medesimo scopo: migliorare le condizioni fisiche della persona che le pratica.
Equilibrio, flessibilità, rinforzo muscolare e riabilitazione dagli infortuni sono i punti di incontro che accomunano queste due pratiche nate in tempi e contesti differenti.

Lo Yoga vanta origini decisamente più antiche, si stima infatti la sua nascita intorno al 5000 A.C. e vanta di essere uno dei sei sistemi filosofici dell’India antica.
Mentre il Metodo Pilates nasce nei primi anni del Novecento in un contesto totalmente differente: il sistema “Contrology” vede la sua origine dapprima nei campi di concentramento, per poi essere elaborato e definito tra gli infermi ospedalieri dell’isola di Mann e successivamente i ballerini newyorkesi.

Come mai allora queste due discipline sono così importanti per chi pratica sport?

Che si tratti di un calciatore, un tennista, un surfista o un ballerino, qualunque sportivo che attinga da queste discipline potrà riscontrare enormi benefici, sia in funzione propedeutica all’allenamento per una gara, sia in funzione preventiva degli infortuni, sia in fase di riabilitazione dopo questi.

Lo sport e lo Yoga

Benché lo Yoga di fatto non sia uno sport, in quanto per sua stessa natura non prevede una competizione sportiva, il connubio Sport e Yoga è tutto fuorché improbabile se si pensa all’utilità che quest’ultimo ha per l’atleta.
Per prima cosa possiamo osservare che una pratica di Yoga ha una durata che va dai 60 ai 90 minuti e che molte asana sono tenute da 1 a 5 minuti in modo che sia il tessuto connettivo che i muscoli siano simultaneamente allungati e rinforzati.

Per questo motivo sport e yoga possono (e dovrebbero) spesso accompagnarsi in quanto questa pratica riesce a dare ai tessuti dello sportivo un ricordo elastico non raggiunto dagli esercizi tradizionali (questo avviene sopratutto nell’Hatha Yoga, nel Ratna Yoga e nello Yin Yoga, definiti spesso erroneamente come yoga “statici”, sopratutto per distinguerli da altre tipologie di Yoga come l’Ashtanga o il Power Yoga).

Questo fattore è di estrema importanza quando parliamo dei benefici che derivano dal praticare costantemente uno sport e lo yoga in quanto il tessuto connettivo si attacca al muscolo dell’osso stabilizzando le articolazioni e prevenendo o addirittura minimizzando le lesioni.

Si può dire che lo Yoga migliori la flessibilità del corpo, la circolazione sanguigna e quella linfatica, favorisca l’eliminazione delle tossine e che l’unione di sport e yoga sia positivo perchè l’atleta ritrovi equilibrio, la concentrazione e acutezza mentale; non meno importante si rivela utile nella gestione dell’ansia e dello stress pre-gara.
Se facciamo riferimento ad uno sportivo che abbia bisogno di rinforzare le caviglie, come un corridore o un calciatore, noteremo che ci sono alcune asana dello Yoga che aiutano ad allungare, distendere e rinforzare i muscoli e tutti gli alleati dei muscoli per le ginocchia.

Un esempio sono:

Eka Pada Pranamasana
Posizione di preghiera sulla gamba

Sviluppa il senso dell’equilibrio rinforzando al contempo gambe, caviglie e piedi.


Garudasana
Posizione dell’Aquila

Rinforza i muscoli delle braccia e delle gambe, tonifica i nervi e ammorbidisce i legamenti degli arti.



Virabhadrasana I, II e III
Posizione del Guerriero

Ottime per fortificare la parte inferiore del corpo. Rinforzano la muscolatura delle gambe lasciando spazio a muscoli fini, tonici, lunghi ed eleganti.

Malasana
Posizione della ghirlanda

Aiuta a rilassare le gambe mentre si rafforzano.
Ottima per incrementare equilibrio e flessibilità e la giovinezza di ginocchia e caviglie.


Lo sport e il Pilates

Anche praticare uno sport e il pilates dona numerosi benefici all’atleta: gli esercizi Pilates infatti hanno la capacità di attivare la muscolatura profonda che difficilmente si riesce ad allenare con le altre discipline ma che è fondamentale per aumentare il livello delle prestazioni sportive (arrivando a quello più elevato) ed evitare infortuni.
Lo sport e il pilates si differenziano perchè, così come lo Yoga, anche ques’ultimo non può essere considerato un’attività sportiva a tutti gli effetti in quanto non prevede competizione, tuttavia fondamentale e complementare nella vita dell’atleta.

Un esempio eclatante di ciò lo abbiamo nel fatto che in molti sport si potenziano i muscoli già grandi e forti penalizzando quelli più piccoli, deboli e meno allenati che però sono fondamentali per un assetto funzionale dell’intero corpo e per donare stabilità.
Per questo motivo l’abbinamento sport e pilates fa sì che gli atleti svolgano un allenamento fisico ma anche mentale: con la presa di coscienza del proprio corpo e dei propri squilibri è possibile migliorare gli schemi di movimento, correggere errori di postura e migliorare tutta la muscolatura.

Una corretta interazione fra sport e pilates permette agli atleti di rendere i movimenti più efficaci e meno dispersivi, bilanciando forza ed elasticità, dando mobilità alla colonna vertebrale e distendendo i muscoli in modo da migliorare la circolazione e lubrificare le articolazioni.
L’allenamento della famigerata Powerhouse del Pilates, ovvero la fascia muscolare che concerne l’addome fino allo strato più profondo e coinvolge ileo-psoas, pavimento pelvico, il muscolo multifido fino ad arrivare al medio e grande gluteo, risulta di vitale importanza per il benessere e la preparazione di qualunque sportivo.


Per capire più nel concreto questo concetto vediamo quali esercizi siano più indicati in differenti tipologie sportive.

Per un calciatore, ma anche per un corridore, risulta fondamentale l’allungamento e l’allenamento del muscolo ileo-psoas, implicato nei movimenti delle cosce, dell’anca e necessario al nostro equilibrio strutturale in quanto collega le gambe alla colonna vertebrale.

Allenarlo è semplice e può essere fatto in maniera diversificata: sia col semplice corpo libero, basti pensare ad esercizi come lo shoulder bridge, il one leg circle o il one leg stretch, sia con l’ausilio dei grandi macchinari Pilates come lo Knee stretch sul Reformer.



Per un surfista sarà invece di estrema importanza tutto il lavoro sulla Powerhouse che preveda un incremento dell’equilibrio e della stabilità che riporterà successivamente sulla tavola.

Anche questi ultimi praticabili sia a copro libero che con l’ausilio di props come disco propriocettivo, il rullo o la fisioball per creare maggiore instabilità e quindi richiedere maggiore equilibrio, sia sul Reformer dove sono utilissimi sia gli squat che il leg circles.


I Principi Tradizionali del Pilates: l’Importanza della Routine

Il pilates è una disciplina che si basa su 8 principi cardine che la caratterizzano e contraddistinguono dalle altre ginnastiche.

Questi principi sono:
1. Respirazione
2. Centralizzazione
3. Concentrazione
4. Controllo
5. Precisione
6. Fluidità
7. Isolamento
8. Routine

In questo articolo ci soffermeremo a sottolineare l’importanza della routine con la quale si intende la costanza di allenamento.

Ma perché è così importante?
Ricordiamo la celebre affermazione di Joseph Pilates:

Tutto vero, ma come ottenere questi risultati?
Come giovare al massimo dei benefici che questa bellissima disciplina ci offre?

Allenandosi con costanza, almeno due volte a settimana, ancor meglio tre volte.
Facendo entrare nella propria routine il pilates, ritagliandosi del tempo solo per sè, per la propria cura e benessere.

D’altronde questo è vero per tutte le cose: non si può dimagrire facendo la dieta un giorno alla settimana, non si può imparare una nuova lingua se non ci si applica con regolarità e metodo.

Il pilates ha il vantaggio di essere una disciplina così completa ed efficace, distensiva per la mente e rimodellante per il corpo, che una volta preso il ritmo sarà molto semplice praticare con continuità.

Provare per credere! 😍

La Respirazione Addominale nello Yoga

Nello Yoga sono presenti diversi tipi di Pranayama, il controllo volontario e consapevole dei ritmi respiratori e dell’energia che ci consente di trarre benefici sia fisici che mentali.
Quella che vorremmo illustrarvi oggi è la cosiddetta respirazione addominale, anche conosciuta come respirazione diaframmatica.
Quando il respiro va’ ad occupare la parte bassa dei polmoni si parla di respirazione addominale. Questo tipo di respirazione agisce profondamente sul diaframma.

Il diaframma è un muscolo molto esteso e potente che, quando è rilassato, ha la forma di una cupola. È situato all’altezza delle costole fluttuanti cui è collegato per mezzo di robusti tendini. Separa nettamente torace e addome.
Contraendosi, il diaframma si abbassa e si appiattisce determinando la dilatazione a botte della gabbia toracica. Durante l’inspirazione la parte inferiore dei polmoni, che è la più vasta, si distende saturandosi d’aria e ossigeno.
L’espirazione avviene con il rilassamento del diaframma, che recupera la sua forma a cupola mentre le costole si chiudono.

La respirazione diaframmatica è semplice e permette di ottenere il massimo di ossigenazione con il minimo consumo di energia!
Non a caso è la respirazione dei bambini e dei saggi…
Il massaggio diaframmatico infatti esercita un’azione salutare e rigenerante sull’organismo e sulla psiche.


Benefici della respirazione diaframmatica
Il massaggio diaframmatico esercita una pressione benefica, stimolandoli, sui visceri e sugli organi addominali, comportando rapidi miglioramenti sia nei processi di assimilazione che di escrezione.
La sensazione che si prova è quella di un piacevole calore nella zona dell’ombelico.
Infatti questa respirazione viene percepita nella pancia, sopra e sotto l’ombelico, dalla base del bacino a quella dello sterno: ci si deve allenare a sentire il respiro anteriormente, posteriormente, sui lati e internamente.

Il diaframma agisce sulla circolazione come un secondo cuore, risucchiando il sangue venoso e favorendo la circolazione di ritorno.
Utilizzare la respirazione addominale con gli arti inferiori portati in alto aiuta a eliminare ristagni linfatici e venosi dalle caviglie, a ridurre il rischio di vene varicose e flebiti.
Da non sottovalutare l’effetto calmante di questa respirazione: stress, frustrazione sono purtroppo sentimenti comuni in questo secolo.
Controllare il nostro respiro ci consente di controllare la nostra mente e di conseguenza le nostre emozioni.
Con un poco di pratica vedrete che è un qualcosa di naturale, molto più semplice di quanto si possa pensare.

Esercizi
Vi proponiamo un esercizio facilissimo, eseguibile agilmente da chiunque.
Partite dalla posizione supina, con le gambe piegate e i talloni vicini ai glutei. Mantenendo le gambe piegate, il collo diritto (o al massimo poggiato su un piccolo cuscino se vi crea fasidio la zona cervicale), i muscoli del viso e in generale di tutto il corpo rilassati, il respiro scende naturalmente.
Ora poggiate le vostre mani sull’addome e inspirate, facendo scendere il respiro verso il basso.
Immaginate che al centro del vostro addome, all’altezza dell’ombelico, vi sia un palloncino, che gonfiate totalmente con l’inspirazione.
Sentite gonfiare il palloncino mentre le vostre mani vengono sollevate dal vostro addome.
Terminata l’espirazione trattenete per qualche secondo e espirate.
Sentite le vostre mani a contatto col ventre scendere verso il basso, mentre il palloncino si sgonfia progressivamente.
L’esercizio va perfezionato cercando di percepire il movimento del respiro anche lateralmente.
Modificate quindi la posizione delle mani, spostandole sui fianchi e sentite la pressione laterale del respiro.
Fate tutto ciò molto lentamente, per un minimo di 5 minuti fino ad un massimo di 15, almeno per le prime volte, poi aumentate gradatamente.

Il Pilates per Migliorare Coordinazione ed Equilibrio

Il Pilates è un metodo che lavora per riequilibrare la postura nel rispetto della condizione dell’utente rinforzando la muscolatura profonda della power house, quel complesso di muscoli localizzati nella zona lombo-coxo-pelvica e addominale del corpo da cui trae origine il movimento.

Molti esercizi del pilates, oltre che fortificare e allungare la muscolatura, sono indicati per migliorare la coordinazione e l’equilibrio.

Ad esempio l’esercizio One leg stretch del Matwork è ottimo per rinforzare gli addominali, ma richiede grande concentrazione e coordinazione per il lavoro alternato delle gambe e delle braccia.
Questo esercizio viene proposto dapprima in forma di pre pilates, semplificato nell’esecuzione proprio per la difficoltà a trovare il giusto coordinamento tra respiro e movimento delle varie parti del corpo.

Un altro esempio è l’esercizio Coordination del Reformer, che come dice il nome stesso, si basa sulla capacità di coordinare i diversi movimenti che lo caratterizzano, basandosi sul respiro e anche sulla corretta gestione della macchina.
Anche questo esercizio viene insegnato inizialmente in forme più semplificate per poi arrivare alla figura tecnica, molto complessa e impegnativa.

Per migliorare l’equilibrio sono consigliati esercizi come il Rolling Like a Ball del Matwork, in cui è necessario restare in equilibrio sugli ischi per preparare il lavoro che si completa con un rotolamento dinamico sulla colonna e un ritorno in equilibrio sugli ischi.

Sul reformer la Split Series, la serie delle spaccate, lavora su forza, allungamento ed equilibrio.
Durante l’esecuzione dell’esercizio, che può essere svolto in diverse posizioni, il carrello si apre consentendo alle gambe di andare in spaccata.
Negli esercizi più avanzati il corpo è in tenuta senza sostegno delle braccia e quindi risulta molto impegnativo mantenere il giusto equilibrio per evitare di cadere dal refomer in movimento.

Mal di schiena e rigidità della colonna vertebrale: possibili cause ed esercizi

La colonna vertebrale è una struttura complessa ed efficiente, nonché delicata, associata a quasi tutte le attività del nostro corpo.
Le sue funzioni sono difatti differenti:
  • dona stabilità all’intero corpo;
  • sostiene il capo, le spalle e gli arti superiori;
  • protegge il midollo spinale;
  • facilita la mobilità e gli spostamenti del tronco;
  • funge da ammortizzatore con la capacità di assorbire i carichi;
  • favorisce l’equilibrio durante la fase motoria.
Viene suddivisa essenzialmente in 3 zone (benché la sua suddivisione sia decisamente più ampia, per una questione di semplicità e praticità ci limiteremo alla suddivisione seguente):

Zona Cervicale

Le vertebre di questa parte della colonna sostengono il cranio e favoriscono i suoi movimenti rotatori.
Da queste vertebre escono i nervi, provenienti dal midollo spinale e prima ancora dal cervello, che comandano i muscoli delle spalle e degli arti superiori fino alle mani.

Zona Dorsale

Al tronco dorsale sono collegati gli arti superiori attraverso l’articolazione formata dalla scapola e dalla clavicola. Quest’ultima, a sua volta, è unita allo sterno, l’osso piatto a cui si collegano anche le prime sette vertebre.
In gran parte delle vertebre dorsali si articolano le costole e si inseriscono alcuni importanti fasci muscolari, tra i quali il gran dorsale, così chiamato perché è il muscolo più vasto, come superficie, di tutto il corpo e consente l’adduzione e la rotazione delle braccia.
Nella parte addominale si trova, invece, il diaframma, muscolo laminare, il cui vertice sale all’interno della gabbia toracica. Questo tratto partecipa al complesso movimento della respirazione. La colonna dorsale permette le rotazioni, le flessioni e le estensioni di tutta la schiena.

Zona Lombare

Questa zona della colonna, strettamente ancorata al bacino, con le sue vertebre particolarmente robuste sostiene l’intera spina dorsale e svolge la sua funzione stabilizzatrice del bacino attraverso movimenti – talora millimetrici – di una vertebra con l’altra.
Anche in questa zona, sono presenti diverse fasce muscolari, tra le quali il piccolo e grande psoas, il muscolo iliaco, ecc.


Passiamo ora ad analizzare le possibili cause delle sue disfunzioni.

Per prima cosa vedremo le possibili cause del dolore e della rigidità nella zona cervicale e dorsale, che si manifesta con la difficoltà a muovere l’area superiore della schiena o a piegare la testa. Si tratta di un sintomo molto comune, che può avere cause diverse.

La cervicalgia da postura si manifesta con dolore nucale e cervicale dopo aver mantenuto a lungo una posizione obbligata con il tronco troppo piegato in avanti o con il collo troppo rilassato, come quando si lavora al computer per un periodo prolungato o si dorme in una posizione anomala.
Il torcicollo è caratterizzato, invece, da rigidità dei muscoli del dorso e del collo, associata a dolore molto intenso e marcata limitazione funzionale; la contrattura del muscolo trapezio e sternocleidomastoideo può indurre l’inclinazione del capo dal lato dello spasmo.
Questi sintomi insorgono generalmente in forma acuta. Nell’insorgenza del torcicollo possono incidere fattori atmosferici, stress, posture errate o movimenti bruschi.
La rigidità dei muscoli del dorso e del collo è un sintomo che si manifesta comunemente anche nell’artrosi a livello delle vertebre cervicali (cervicoartrosi). In tal caso, la rigidità in regione dorsale e la cervicalgia sono aggravate dai climi freddo-umidi, dallo sforzo e dalle posizioni viziate.

Altra causa è il colpo di frusta cervicale, che si verifica in seguito a una violenta sollecitazione in estensione o flessione della colonna cervicale, come accade in seguito ad un incidente stradale o ad una caduta. Dopo tale evento, la rigidità e la contrattura si associano ad un dolore al collo molto intenso.
Anche l’ernia discale cervicale provoca una sintomatologia dolorosa continua ed insopportabile, con perdita di forza ed alterazione della sensibilità del braccio.
La rigidità dei muscoli del dorso e del collo può derivare da molti altri disordini come fibromialgia, sindrome dello stretto toracico o spondiloartropatie (tra cui spondilite anchilosante, artrite psoriasica e sindrome di Reiter), per questo motivo è sempre bene fare un’attenta valutazione della sintomatologia al fine di seguire l’iter più corretta per una sua risoluzione o perlomeno per un attenuamento.

Rigidità e dolore nella fascia lombare trovano in genere eziologia nell’irritazione o nel deterioramento della fascia inferiore della colonna vertebrale. Il dolore viene descritto come una sensazione di rigidità e tensione alla parte bassa della schiena, talvolta accompagnate da fitte o formicolii.

Le cause della lombalgia possono essere differenti:

Artrosi lombare
È un disturbo degenerativo che colpisce i dischi intervertebrali che fungono da stabilizzatori della spina dorsale. Provoca un’infiammazione che causa dolore, rigidità e difficoltà a compiere determinati movimenti. In generale, si sviluppa a causa del logoramento delle articolazioni in età avanzata. Può anche essere il risultato di uno sforzo eccessivo o di un trauma.

Stiramento muscolare
Anche una distensione (o stiramento) muscolare o del legamento della zona lombare può essere una delle possibili cause del dolore lombare. Questa condizione produce instabilità della colonna vertebrale e difficoltà a mantenere alcune posizioni. Generalmente è causato da attività fisica molto intensa o sovrappeso.

Contrattura muscolare
È una lesione è dovuta a sforzi inappropriati o all’esecuzione di determinati movimenti scorretti, con una postura viziata.

Stanchezza muscolare
La stanchezza muscolare può insorgere a causa di mancata attività fisica, cattiva alimentazione o abitudini poco sane. Ciò fa sì che la colonna vertebrale e le articolazioni perdano stabilità e resistenza. Di conseguenza, la zona lombare si contrae e i dolori aumentano fino a estendersi talvolta alle braccia o alle gambe.

Discopatie
Protrusioni, ernie del disco o osteofitosi: tutti disturbi degenerativi che producono dolore durante gli sforzi fisici

Patologie agli organi interni:
Problemi gastrici e/o intestinali, malattie renali, endometriosi che possono creare una vera e propria rigidità muscolare limitando il movimento di questa zona della colonna e causando dolori talvolta molto forti che richiedono l’utilizzo di farmaci antidolorifici e antinfiammatori.

A tutto però vi è rimedio: esercizi mirati di Pilates e Yoga possono risultare assolutamente utili in tutte le condizioni e le cause citate.
Chiaramente, a seconda del disturbo responsabile della sintomatologia, si seguiranno iter differenti.
Nei casi in cui i dolori e la rigidità siano dovuti a delle vere e proprie patologie sarebbe preferibile iniziare il proprio percorso con delle sedute individuali in modo tale che l’intero esercizio sia studiato e strutturato sulle singole esigenze di ognuno.
Il consiglio, come sempre del resto, è di affidarsi a mani esperte e personale competente e di eseguire l’attività più corretta chiedendo consiglio al proprio medico: il rischio è quello di andar a peggiorare situazioni già delicate e a rischio.

L’importanza del Muscolo Trasverso dell’Addome nel Pilates

Nel Pilates i muscoli profondi del core (il complesso muscolare coxo-lombo-pelvico-addominale di cui fanno parte il trasverso dell’addome, i piccoli obliqui, il pavimento pelvico e perineale, il multifido, il diaframma, il quadrato dei lombi, l’ileo psoas e il piccolo gluteo) devono essere tenuti in costante attivazione per permettere la stabilità del corpo durante gli esercizi.

Tra questi uno di grande importanza nella pratica del Pilates è il muscolo trasverso dell’addome, posto internamente alla parete addominale.

Il Trasverso è coinvolto nella dinamica respiratoria poiché durante l’espirazione abbassa le coste.
Inoltre ruota e flette il tronco in sinergia con gli altri muscoli antero-laterali dell’addome.

Durante la pratica del pilates, si inspira dal naso espandendo le coste latero posteriormente e si espira dalla bocca chiudendo le coste e risucchiando l’addome in dentro, movimento che permette di attivare il trasverso spingendolo verso la colonna vertebrale.
Questa azione supporta la colonna durante gli esercizi e permette la decompressione dei dischi intervertebrali, ovvero consente di mantenere la colonna in allungamento.

L’attivazione di questo muscolo previene l’insorgere della lombalgia, l’infiammazione del tratto lombare della colonna e durante la pratica del pilates permette di svolgere gli esercizi in sicurezza senza gravare sulla colonna vertebrale.

Muscolo Ileopsoas: la sua importanza dal punto di vista posturale e la necessità di allenarlo e rilassarlo

Non tutti conoscono l’importanza del muscolo Ileopsoas e del fatto che sia frequentemente il principale indiziato di alcuni disturbi tipici tra cui il mal di schiena localizzato nella zona lombare, la sciatica, il dolore pelvi-perineale e così via.

Ma dove è situato questo muscolo?
L’ileopsoas è un muscolo spesso e allungato costituito da due ventri muscolari: il grande psoas e il muscolo iliaco che si uniscono distalmente per inserirsi al piccolo trocantere del femore.
Lo psoas è fusiforme e origina dai processi trasversi dalla vertebre D12 a L5, mentre lo psoas minor dalla D12 alla L1. Viene classificato tra i muscoli interni dell’anca.


Questo muscolo ha la fondamentale funzione di collegare le gambe alla colonna vertebrale, quindi dal suo buon funzionamento dipende la nostra andatura, una corretta postura della colonna vertebrale e non solo.
Flette la gamba, adduce ed extraruota la coscia quando prende punto fisso sulla colonna e sul bacino; flette e inclina dal proprio lato il tronco, e lo ruota dal lato opposto, quando prende punto fisso sul femore.
Inoltre serve per la stabilizzazione del nostro corpo ed è fondamentale per il nostro equilibrio strutturale.

Studi sostengono che lo psoas è strettamente collegato alle nostre emozioni, poiché messaggero primario del sistema nervoso centrale.

Attraverso il tessuto connettivo, il muscolo è in comunicazione col diaframma, quindi anch’esso è coinvolto in fasi che interessano questa zona del nostro corpo, come la respirazione o il riflesso dopo uno spavento.
È in diretta connessione con colon, può entrare in spasmo in caso di appendicite; passa adiacente ai reni, in caso di coliche ci pieghiamo su noi stessi se ci pensate; nelle donne con problematiche ginecologiche è spesso contratto.

Uno stile di vita stressante libera elevate quantità di adrenalina nel nostro corpo mantenendo in tensione costante lo psoas.
Questo meccanismo di “auto-difesa” è dentro l’istinto naturale di ognuno di noi.


Mantenere lo psoas in tensione costante a causa dello stress può portare a gravi conseguenze come: lombosciatalgia, dolori alle spalle, malfunzionamento degli organi localizzati nell’addome, problemi digestivi, degenerazione dell’anca, mestruazioni dolorose, dolori inguinali e altre patologie del bacino.

Come se non bastasse, essendo collegato al nostro sistema nervoso, lo psoas manderà dei segnali di tensione in tutto il corpo interferendo con la corretta circolazione dei fluidi e della respirazione.
È consigliabile quindi, non trascurare questo muscolo e mantenerlo sempre flessibile ed e in equilibrio con gli altri muscoli stabilizzatori.

Un aiuto fondamentale in questo senso ci arriva dallo Yoga e dal Pilates.
Con l’accortezza, come sempre, di rivolgerci a del personale competente e preparato, possiamo richiedere quali sono le posizioni e le sequenze più adatte a noi, in particolare se soffriamo di mal di schiena e di fragilità nella zona normale.
Infatti pochi e semplici allungamenti fatti con intenzione per ammorbidire con gentilezza la contrazione di questi flessori e aprire la capacità respiratoria hanno una grande efficacia nel restaurare equilibrio e agio in tutte le posture.
E se abbiamo bisogno di un trattamento mirato per questo muscolo, non dimentichiamo lo Shiatsu e il Thai affidandoci ad un esperto in questo tipo di massaggio.

Presentazione Gratuita nuovo Corso di Musicoterapia Recettiva

“Silenzio e Suono vivranno insieme.
Il Silenzio da solo è povero e così è il suono.
Il suono da solo è rumore, il silenzio da solo è morte.
Quando il silenzio ed il suono si incontrano nasce la musica!
La musica è l’incontro del silenzio e del suono.
La grande musica contiene sempre silenzio e suono così come la meditazione”
Osho

Che cos’è la Musicoterapia Recettiva Analitica?
La musicoterapia recettiva consiste nell’ascolto di brani e musiche appositamente selezionati dal musico terapeuta. L’ascolto non è, come potrebbe sembrare, un’attività passiva, ma al contrario induce in chi l’ascolta un profondo viaggio dentro se stessi.
La musica evoca immagini, sensazioni, ricordi. All’interno di un percorso ben strutturato stimola notevoli cambiamenti e genera consapevolezza.

All’interno di questo ciclo di incontri si lavorerà su un piano di consapevolezza e rilassamento. Uniremo agli effetti benefici della musica anche alcuni esercizi di rilassamento.
Il corso, prevede sette incontri, della durata ciascuno di 50 minuti.

Perché fare un percorso di musicoterapia e rilassamento?
Per avere:
✅ Rilassamento
✅ Eliminare o ridurre tensioni o stress
✅ Attenuare e ridurre ansia
✅ Migliorare il benessere psico-fisico
✅ Migliorare la qualità della vita
✅ Conoscere se stessi
✅ Utilizzare il corpo come strumento conoscitivo
✅ Scaricare le tensioni
✅ Potenziare le capacità relazionali

Il corso sarà tenuto dalla Dott.ssa Raffaela Coghe, laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione (2006).
La sua tesi di laurea si interessò dello stretto legame tra stress e malattie psicosomatiche. Tra le tecniche utilizzate per contrastare lo stress, sicuramente il training autogeno, riveste un ruolo fondamentale.
La musicoterapia recettiva analitica, ideata dal dottor Cattich, suo docente e formatore, le da la possibilità di acquisire uno strumento innovativo per lavorare su se stessi, attraverso un canale non verbale, quello che è appunto la musica.
Nella sua tesi di specializzazione, “la musica come terapia, e la musica in terapia”, ha voluto dimostrare attraverso la somministrazione di test e quindi attraverso dei “numeri” e dei “risultati” quanto possa essere efficace all’interno di diversi setting, sia che si voglia lavorare sul rilassamento, sia su un disturbo più importante.

La presentazione gratuita del corso si terrà Mercoledì 26 Gennaio alle ore 17:00 e avrà la durata di un’ora.
Per partecipare alla presentazione è necessaria la prenotazione.

Per info e prenotazioni:
070-4515177
389.00.41.967
info@pilatescagliari.it

Il Pilates non è una ginnastica dolce!

Sfatiamo questo mito, spesso sostenuto da chi non ha mai praticato la disciplina o non conosce bene il metodo.

Il Pilates non è una ginnastica dolce, anzi!

Eseguire gli esercizi con la giusta respirazione, coordinarla ai movimenti del corpo, tenere il corpo in determinate posizioni di forza e in allineamento, richiede un grande sforzo, una grande concentrazione e un gran lavoro muscolare.

Short spine

Il fatto che non sia una disciplina aerobica, anche se in alcuni casi lo può diventare, non significa che sia facile da praticare o poco impegnativa.
Il pilates è una disciplina che tutti possono svolgere ma a differenti livelli.

Nei vari Studi le classi vengono differenziate affinché il lavoro sia adattato al gruppo: ci sono classi base che si stanno avvicinando al metodo e si devono approcciare alla respirazione e ai principi posturali cardine di questa disciplina, le classi di livello intermedio che lavorano ad un ritmo più sostenuto e quelle avanzate dove il lavoro è molto tecnico e impegnativo.

Pensiamo all’esercizio Hundred nella sua forma tradizionale, può essere considerato un esercizio dolce?
Oppure Teaser, Swan dive side bend, solo per citarne alcuni.

Hundred

Reformer swan dive

Il controllo che richiedono tali esercizi è totale, si arriva per gradi a svolgerli correttamente e non tutti riusciranno a riprodurre la forma tecnica tradizionale proprio per la loro difficoltà di esecuzione.

È necessario fare delle lezioni di avvicinamento alla disciplina per rendersi conto dell’impegno richiesto e della difficoltà, specialmente all’inizio, di connettersi con muscoli del corpo che non sapevamo nemmeno di avere.

Inoltre la vasta gamma di esercizi e varianti che l’insegnante può proporre, l’utilizzo dei piccoli attrezzi nelle lezioni matwork e dei grandi macchinari rendono il lavoro sempre nuovo, stimolante e mai scontato.

Cadillac split

PPM

PPM CAGLIARI

Via De Magistris 29, Cagliari

Tel e Cell

070.33.25.650 | 333.35.73.921

Mail

demagistris@pilatescagliari.it
PPM

PPM CAGLIARI

Via Scano 9, Cagliari

Tel e Cell

070.45.15.177 | 389.00.41.967

Mail

scano@pilatescagliari.it