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La Respirazione Addominale nello Yoga

Nello Yoga sono presenti diversi tipi di Pranayama, il controllo volontario e consapevole dei ritmi respiratori e dell’energia che ci consente di trarre benefici sia fisici che mentali.
Quella che vorremmo illustrarvi oggi è la cosiddetta respirazione addominale, anche conosciuta come respirazione diaframmatica.
Quando il respiro va’ ad occupare la parte bassa dei polmoni si parla di respirazione addominale. Questo tipo di respirazione agisce profondamente sul diaframma.

Il diaframma è un muscolo molto esteso e potente che, quando è rilassato, ha la forma di una cupola. È situato all’altezza delle costole fluttuanti cui è collegato per mezzo di robusti tendini. Separa nettamente torace e addome.
Contraendosi, il diaframma si abbassa e si appiattisce determinando la dilatazione a botte della gabbia toracica. Durante l’inspirazione la parte inferiore dei polmoni, che è la più vasta, si distende saturandosi d’aria e ossigeno.
L’espirazione avviene con il rilassamento del diaframma, che recupera la sua forma a cupola mentre le costole si chiudono.

La respirazione diaframmatica è semplice e permette di ottenere il massimo di ossigenazione con il minimo consumo di energia!
Non a caso è la respirazione dei bambini e dei saggi…
Il massaggio diaframmatico infatti esercita un’azione salutare e rigenerante sull’organismo e sulla psiche.


Benefici della respirazione diaframmatica
Il massaggio diaframmatico esercita una pressione benefica, stimolandoli, sui visceri e sugli organi addominali, comportando rapidi miglioramenti sia nei processi di assimilazione che di escrezione.
La sensazione che si prova è quella di un piacevole calore nella zona dell’ombelico.
Infatti questa respirazione viene percepita nella pancia, sopra e sotto l’ombelico, dalla base del bacino a quella dello sterno: ci si deve allenare a sentire il respiro anteriormente, posteriormente, sui lati e internamente.

Il diaframma agisce sulla circolazione come un secondo cuore, risucchiando il sangue venoso e favorendo la circolazione di ritorno.
Utilizzare la respirazione addominale con gli arti inferiori portati in alto aiuta a eliminare ristagni linfatici e venosi dalle caviglie, a ridurre il rischio di vene varicose e flebiti.
Da non sottovalutare l’effetto calmante di questa respirazione: stress, frustrazione sono purtroppo sentimenti comuni in questo secolo.
Controllare il nostro respiro ci consente di controllare la nostra mente e di conseguenza le nostre emozioni.
Con un poco di pratica vedrete che è un qualcosa di naturale, molto più semplice di quanto si possa pensare.

Esercizi
Vi proponiamo un esercizio facilissimo, eseguibile agilmente da chiunque.
Partite dalla posizione supina, con le gambe piegate e i talloni vicini ai glutei. Mantenendo le gambe piegate, il collo diritto (o al massimo poggiato su un piccolo cuscino se vi crea fasidio la zona cervicale), i muscoli del viso e in generale di tutto il corpo rilassati, il respiro scende naturalmente.
Ora poggiate le vostre mani sull’addome e inspirate, facendo scendere il respiro verso il basso.
Immaginate che al centro del vostro addome, all’altezza dell’ombelico, vi sia un palloncino, che gonfiate totalmente con l’inspirazione.
Sentite gonfiare il palloncino mentre le vostre mani vengono sollevate dal vostro addome.
Terminata l’espirazione trattenete per qualche secondo e espirate.
Sentite le vostre mani a contatto col ventre scendere verso il basso, mentre il palloncino si sgonfia progressivamente.
L’esercizio va perfezionato cercando di percepire il movimento del respiro anche lateralmente.
Modificate quindi la posizione delle mani, spostandole sui fianchi e sentite la pressione laterale del respiro.
Fate tutto ciò molto lentamente, per un minimo di 5 minuti fino ad un massimo di 15, almeno per le prime volte, poi aumentate gradatamente.

Mal di schiena e rigidità della colonna vertebrale: possibili cause ed esercizi

La colonna vertebrale è una struttura complessa ed efficiente, nonché delicata, associata a quasi tutte le attività del nostro corpo.
Le sue funzioni sono difatti differenti:
  • dona stabilità all’intero corpo;
  • sostiene il capo, le spalle e gli arti superiori;
  • protegge il midollo spinale;
  • facilita la mobilità e gli spostamenti del tronco;
  • funge da ammortizzatore con la capacità di assorbire i carichi;
  • favorisce l’equilibrio durante la fase motoria.
Viene suddivisa essenzialmente in 3 zone (benché la sua suddivisione sia decisamente più ampia, per una questione di semplicità e praticità ci limiteremo alla suddivisione seguente):

Zona Cervicale

Le vertebre di questa parte della colonna sostengono il cranio e favoriscono i suoi movimenti rotatori.
Da queste vertebre escono i nervi, provenienti dal midollo spinale e prima ancora dal cervello, che comandano i muscoli delle spalle e degli arti superiori fino alle mani.

Zona Dorsale

Al tronco dorsale sono collegati gli arti superiori attraverso l’articolazione formata dalla scapola e dalla clavicola. Quest’ultima, a sua volta, è unita allo sterno, l’osso piatto a cui si collegano anche le prime sette vertebre.
In gran parte delle vertebre dorsali si articolano le costole e si inseriscono alcuni importanti fasci muscolari, tra i quali il gran dorsale, così chiamato perché è il muscolo più vasto, come superficie, di tutto il corpo e consente l’adduzione e la rotazione delle braccia.
Nella parte addominale si trova, invece, il diaframma, muscolo laminare, il cui vertice sale all’interno della gabbia toracica. Questo tratto partecipa al complesso movimento della respirazione. La colonna dorsale permette le rotazioni, le flessioni e le estensioni di tutta la schiena.

Zona Lombare

Questa zona della colonna, strettamente ancorata al bacino, con le sue vertebre particolarmente robuste sostiene l’intera spina dorsale e svolge la sua funzione stabilizzatrice del bacino attraverso movimenti – talora millimetrici – di una vertebra con l’altra.
Anche in questa zona, sono presenti diverse fasce muscolari, tra le quali il piccolo e grande psoas, il muscolo iliaco, ecc.


Passiamo ora ad analizzare le possibili cause delle sue disfunzioni.

Per prima cosa vedremo le possibili cause del dolore e della rigidità nella zona cervicale e dorsale, che si manifesta con la difficoltà a muovere l’area superiore della schiena o a piegare la testa. Si tratta di un sintomo molto comune, che può avere cause diverse.

La cervicalgia da postura si manifesta con dolore nucale e cervicale dopo aver mantenuto a lungo una posizione obbligata con il tronco troppo piegato in avanti o con il collo troppo rilassato, come quando si lavora al computer per un periodo prolungato o si dorme in una posizione anomala.
Il torcicollo è caratterizzato, invece, da rigidità dei muscoli del dorso e del collo, associata a dolore molto intenso e marcata limitazione funzionale; la contrattura del muscolo trapezio e sternocleidomastoideo può indurre l’inclinazione del capo dal lato dello spasmo.
Questi sintomi insorgono generalmente in forma acuta. Nell’insorgenza del torcicollo possono incidere fattori atmosferici, stress, posture errate o movimenti bruschi.
La rigidità dei muscoli del dorso e del collo è un sintomo che si manifesta comunemente anche nell’artrosi a livello delle vertebre cervicali (cervicoartrosi). In tal caso, la rigidità in regione dorsale e la cervicalgia sono aggravate dai climi freddo-umidi, dallo sforzo e dalle posizioni viziate.

Altra causa è il colpo di frusta cervicale, che si verifica in seguito a una violenta sollecitazione in estensione o flessione della colonna cervicale, come accade in seguito ad un incidente stradale o ad una caduta. Dopo tale evento, la rigidità e la contrattura si associano ad un dolore al collo molto intenso.
Anche l’ernia discale cervicale provoca una sintomatologia dolorosa continua ed insopportabile, con perdita di forza ed alterazione della sensibilità del braccio.
La rigidità dei muscoli del dorso e del collo può derivare da molti altri disordini come fibromialgia, sindrome dello stretto toracico o spondiloartropatie (tra cui spondilite anchilosante, artrite psoriasica e sindrome di Reiter), per questo motivo è sempre bene fare un’attenta valutazione della sintomatologia al fine di seguire l’iter più corretta per una sua risoluzione o perlomeno per un attenuamento.

Rigidità e dolore nella fascia lombare trovano in genere eziologia nell’irritazione o nel deterioramento della fascia inferiore della colonna vertebrale. Il dolore viene descritto come una sensazione di rigidità e tensione alla parte bassa della schiena, talvolta accompagnate da fitte o formicolii.

Le cause della lombalgia possono essere differenti:

Artrosi lombare
È un disturbo degenerativo che colpisce i dischi intervertebrali che fungono da stabilizzatori della spina dorsale. Provoca un’infiammazione che causa dolore, rigidità e difficoltà a compiere determinati movimenti. In generale, si sviluppa a causa del logoramento delle articolazioni in età avanzata. Può anche essere il risultato di uno sforzo eccessivo o di un trauma.

Stiramento muscolare
Anche una distensione (o stiramento) muscolare o del legamento della zona lombare può essere una delle possibili cause del dolore lombare. Questa condizione produce instabilità della colonna vertebrale e difficoltà a mantenere alcune posizioni. Generalmente è causato da attività fisica molto intensa o sovrappeso.

Contrattura muscolare
È una lesione è dovuta a sforzi inappropriati o all’esecuzione di determinati movimenti scorretti, con una postura viziata.

Stanchezza muscolare
La stanchezza muscolare può insorgere a causa di mancata attività fisica, cattiva alimentazione o abitudini poco sane. Ciò fa sì che la colonna vertebrale e le articolazioni perdano stabilità e resistenza. Di conseguenza, la zona lombare si contrae e i dolori aumentano fino a estendersi talvolta alle braccia o alle gambe.

Discopatie
Protrusioni, ernie del disco o osteofitosi: tutti disturbi degenerativi che producono dolore durante gli sforzi fisici

Patologie agli organi interni:
Problemi gastrici e/o intestinali, malattie renali, endometriosi che possono creare una vera e propria rigidità muscolare limitando il movimento di questa zona della colonna e causando dolori talvolta molto forti che richiedono l’utilizzo di farmaci antidolorifici e antinfiammatori.

A tutto però vi è rimedio: esercizi mirati di Pilates e Yoga possono risultare assolutamente utili in tutte le condizioni e le cause citate.
Chiaramente, a seconda del disturbo responsabile della sintomatologia, si seguiranno iter differenti.
Nei casi in cui i dolori e la rigidità siano dovuti a delle vere e proprie patologie sarebbe preferibile iniziare il proprio percorso con delle sedute individuali in modo tale che l’intero esercizio sia studiato e strutturato sulle singole esigenze di ognuno.
Il consiglio, come sempre del resto, è di affidarsi a mani esperte e personale competente e di eseguire l’attività più corretta chiedendo consiglio al proprio medico: il rischio è quello di andar a peggiorare situazioni già delicate e a rischio.

L’importanza del Muscolo Trasverso dell’Addome nel Pilates

Nel Pilates i muscoli profondi del core (il complesso muscolare coxo-lombo-pelvico-addominale di cui fanno parte il trasverso dell’addome, i piccoli obliqui, il pavimento pelvico e perineale, il multifido, il diaframma, il quadrato dei lombi, l’ileo psoas e il piccolo gluteo) devono essere tenuti in costante attivazione per permettere la stabilità del corpo durante gli esercizi.

Tra questi uno di grande importanza nella pratica del Pilates è il muscolo trasverso dell’addome, posto internamente alla parete addominale.

Il Trasverso è coinvolto nella dinamica respiratoria poiché durante l’espirazione abbassa le coste.
Inoltre ruota e flette il tronco in sinergia con gli altri muscoli antero-laterali dell’addome.

Durante la pratica del pilates, si inspira dal naso espandendo le coste latero posteriormente e si espira dalla bocca chiudendo le coste e risucchiando l’addome in dentro, movimento che permette di attivare il trasverso spingendolo verso la colonna vertebrale.
Questa azione supporta la colonna durante gli esercizi e permette la decompressione dei dischi intervertebrali, ovvero consente di mantenere la colonna in allungamento.

L’attivazione di questo muscolo previene l’insorgere della lombalgia, l’infiammazione del tratto lombare della colonna e durante la pratica del pilates permette di svolgere gli esercizi in sicurezza senza gravare sulla colonna vertebrale.

Muscolo Ileopsoas: la sua importanza dal punto di vista posturale e la necessità di allenarlo e rilassarlo

Non tutti conoscono l’importanza del muscolo Ileopsoas e del fatto che sia frequentemente il principale indiziato di alcuni disturbi tipici tra cui il mal di schiena localizzato nella zona lombare, la sciatica, il dolore pelvi-perineale e così via.

Ma dove è situato questo muscolo?
L’ileopsoas è un muscolo spesso e allungato costituito da due ventri muscolari: il grande psoas e il muscolo iliaco che si uniscono distalmente per inserirsi al piccolo trocantere del femore.
Lo psoas è fusiforme e origina dai processi trasversi dalla vertebre D12 a L5, mentre lo psoas minor dalla D12 alla L1. Viene classificato tra i muscoli interni dell’anca.


Questo muscolo ha la fondamentale funzione di collegare le gambe alla colonna vertebrale, quindi dal suo buon funzionamento dipende la nostra andatura, una corretta postura della colonna vertebrale e non solo.
Flette la gamba, adduce ed extraruota la coscia quando prende punto fisso sulla colonna e sul bacino; flette e inclina dal proprio lato il tronco, e lo ruota dal lato opposto, quando prende punto fisso sul femore.
Inoltre serve per la stabilizzazione del nostro corpo ed è fondamentale per il nostro equilibrio strutturale.

Studi sostengono che lo psoas è strettamente collegato alle nostre emozioni, poiché messaggero primario del sistema nervoso centrale.

Attraverso il tessuto connettivo, il muscolo è in comunicazione col diaframma, quindi anch’esso è coinvolto in fasi che interessano questa zona del nostro corpo, come la respirazione o il riflesso dopo uno spavento.
È in diretta connessione con colon, può entrare in spasmo in caso di appendicite; passa adiacente ai reni, in caso di coliche ci pieghiamo su noi stessi se ci pensate; nelle donne con problematiche ginecologiche è spesso contratto.

Uno stile di vita stressante libera elevate quantità di adrenalina nel nostro corpo mantenendo in tensione costante lo psoas.
Questo meccanismo di “auto-difesa” è dentro l’istinto naturale di ognuno di noi.


Mantenere lo psoas in tensione costante a causa dello stress può portare a gravi conseguenze come: lombosciatalgia, dolori alle spalle, malfunzionamento degli organi localizzati nell’addome, problemi digestivi, degenerazione dell’anca, mestruazioni dolorose, dolori inguinali e altre patologie del bacino.

Come se non bastasse, essendo collegato al nostro sistema nervoso, lo psoas manderà dei segnali di tensione in tutto il corpo interferendo con la corretta circolazione dei fluidi e della respirazione.
È consigliabile quindi, non trascurare questo muscolo e mantenerlo sempre flessibile ed e in equilibrio con gli altri muscoli stabilizzatori.

Un aiuto fondamentale in questo senso ci arriva dallo Yoga e dal Pilates.
Con l’accortezza, come sempre, di rivolgerci a del personale competente e preparato, possiamo richiedere quali sono le posizioni e le sequenze più adatte a noi, in particolare se soffriamo di mal di schiena e di fragilità nella zona normale.
Infatti pochi e semplici allungamenti fatti con intenzione per ammorbidire con gentilezza la contrazione di questi flessori e aprire la capacità respiratoria hanno una grande efficacia nel restaurare equilibrio e agio in tutte le posture.
E se abbiamo bisogno di un trattamento mirato per questo muscolo, non dimentichiamo lo Shiatsu e il Thai affidandoci ad un esperto in questo tipo di massaggio.

Presentazione Gratuita nuovo Corso di Musicoterapia Recettiva

“Silenzio e Suono vivranno insieme.
Il Silenzio da solo è povero e così è il suono.
Il suono da solo è rumore, il silenzio da solo è morte.
Quando il silenzio ed il suono si incontrano nasce la musica!
La musica è l’incontro del silenzio e del suono.
La grande musica contiene sempre silenzio e suono così come la meditazione”
Osho

Che cos’è la Musicoterapia Recettiva Analitica?
La musicoterapia recettiva consiste nell’ascolto di brani e musiche appositamente selezionati dal musico terapeuta. L’ascolto non è, come potrebbe sembrare, un’attività passiva, ma al contrario induce in chi l’ascolta un profondo viaggio dentro se stessi.
La musica evoca immagini, sensazioni, ricordi. All’interno di un percorso ben strutturato stimola notevoli cambiamenti e genera consapevolezza.

All’interno di questo ciclo di incontri si lavorerà su un piano di consapevolezza e rilassamento. Uniremo agli effetti benefici della musica anche alcuni esercizi di rilassamento.
Il corso, prevede sette incontri, della durata ciascuno di 50 minuti.

Perché fare un percorso di musicoterapia e rilassamento?
Per avere:
✅ Rilassamento
✅ Eliminare o ridurre tensioni o stress
✅ Attenuare e ridurre ansia
✅ Migliorare il benessere psico-fisico
✅ Migliorare la qualità della vita
✅ Conoscere se stessi
✅ Utilizzare il corpo come strumento conoscitivo
✅ Scaricare le tensioni
✅ Potenziare le capacità relazionali

Il corso sarà tenuto dalla Dott.ssa Raffaela Coghe, laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione (2006).
La sua tesi di laurea si interessò dello stretto legame tra stress e malattie psicosomatiche. Tra le tecniche utilizzate per contrastare lo stress, sicuramente il training autogeno, riveste un ruolo fondamentale.
La musicoterapia recettiva analitica, ideata dal dottor Cattich, suo docente e formatore, le da la possibilità di acquisire uno strumento innovativo per lavorare su se stessi, attraverso un canale non verbale, quello che è appunto la musica.
Nella sua tesi di specializzazione, “la musica come terapia, e la musica in terapia”, ha voluto dimostrare attraverso la somministrazione di test e quindi attraverso dei “numeri” e dei “risultati” quanto possa essere efficace all’interno di diversi setting, sia che si voglia lavorare sul rilassamento, sia su un disturbo più importante.

La presentazione gratuita del corso si terrà Mercoledì 26 Gennaio alle ore 17:00 e avrà la durata di un’ora.
Per partecipare alla presentazione è necessaria la prenotazione.

Per info e prenotazioni:
070-4515177
389.00.41.967
info@pilatescagliari.it

Il Foam Roller per detensionare la muscolatura del collo

Spesso chi si avvicina alla pratica del Pilates ha tra gli obiettivi quello di ridurre le tensioni a carico della colonna vertebrale.

Un ottimo attrezzo che si presta a questo scopo è sicuramente il foam roller, un cilindro allungato in fibra di poliuretano espanso o in altri materiali che, a seconda del suo posizionamento, contribuisce ad effettuare un vero e proprio auto massaggio ai muscoli della colonna vertebrale.

Posto orizzontalmente tra nuca e collo è indicato per allentare la tensione dei muscoli spleni, situati ai lati delle vertebre cervicali, spesso soggetti a rigidità a seguito di posture scorrette, rettifica del tratto cervicale causata da tamponamenti, ernie, ecc.

Attraverso dei movimenti della testa in avanti e indietro, laterali e l’esecuzione di piccoli cerchi nei vari sensi di rotazione è possibile massaggiare e scaricare questi muscoli giovando di un senso di liberazione e leggerezza nella zona del collo e della nuca.

Nel caso in cui l’attrezzo venisse percepito come troppo rigido dall’allievo, lo stesso auto massaggio può essere effettuato con la soft ball.

Settimana dell’Alimentazione

Dal 16 al 19 Ottobre

Settimana dell’Alimentazione

In occasione della Settimana dell’Alimentazione, che trova il suo culmine nella giornata di Martedì 16 Ottobre con la Giornata Internazionale dell’Alimentazione, lo Studio PPM offre consulenze complete (con consigli alimentari, ma non solo) con la nostra Operatrice olistica e Naturopata Elisa Orrù al costo promozionale di 10 euro.

Mangiare consapevolmente significa aver innanzitutto maggior benessere generale, maggiori energie, effettuare una massiccia prevenzione contro un numero innumerevole di patologie, ma significa anche aver maggior coscienza dell’ambiente che ci circonda e combatterne un inquinamento purtroppo sempre in maggiore crescita.

Le giornate dal 16 al 19 Ottobre saranno interamente dedicate al perseguimento del vostro benessere!

Chiunque aderisca all’iniziativa avrà inoltre uno sconto pari al 20% su un primo trattamento (shiatsu, thai, di riflessologia plantare,ecc) a scelta.

Prenota la tua consulenza presso una delle nostre sedi e approfitta della promozione sui nostri trattamenti.

Disponibilità Studio via Scano 9
Martedì: mattino e pomeriggio
Mercoledì: pomeriggio
Giovedì: pomeriggio
Venerdì: tardo pomeriggio

Disponibilità Studio via De Magistris 29
Mercoledì: mattino
Giovedì: mattino
Venerdì: pomeriggio

Per info e prenotazioni:

Segreteria via Scano Segreteria via De Magistris
070-4515177 070-3325650
389.00.41.967 333.35.73.921
scano@pilatescagliari.it demagistris@pilatescagliari.it

Alimentazione e Pilates

Un corretto stile alimentare dovrebbe essere prerogativa di tutte quelle persone che vogliono mantenersi in salute e non solo di chi desidera perdere peso.
Spesso si fa l’errore di considerare la dieta come la privazione dei piaceri della tavola, ma in realtà il termine “dieta” sta a significare nutrirsi nel modo giusto e nelle giuste quantità, soddisfacendo le richieste metaboliche dell’organismo e sfruttando al massimo le proprietà nutrizionali dei cibi.
Ciò però non vuol dire affatto rinunciare al gusto e alla buona tavola.

Di questi tempi in cui si dibatte tanto di alimentazione è fondamentale saper dirigere le proprie scelte verso modelli alimentari consapevoli facendo affidamento, se necessario, ad esperti nel settore per nutrirsi nel modo più corretto e bilanciato.
Il nostro organismo è come una macchina che necessita di costante carburante per svolgere le sue funzioni al meglio.

Per questo, a prescindere dal modello alimentare a cui ci si affida, è bene rispettare alcune regole.

Ripartire i nutrienti in cinque pasti al giorno (colazione, spuntino, pranzo, spuntino, cena) proprio per fornire costante carburante al metabolismo, un termine con il quale si indica il complesso di reazioni che avvengono nel nostro organismo per mantenerne in vita tutti gli apparati che lo costituiscono.
Spesso l’errore di chi vuole dimagrire è proprio quello di saltare i pasti pensando così di introdurre una minore quantità di calorie, ma questi stratagemmi vanno ad inceppare la nostra macchina metabolica sortendo l’effetto opposto!

Mangiare grandi quantità di frutta e verdura: numerosi studi hanno messo in evidenza quanto questi alimenti siano degli alleati contro diversi tipi di malattie tra cui quelle cardiovascolari o i tumori, solo per citarne alcune.

Limitare l’assunzione degli zuccheri, non solo per evitare malattie quali il diabete, ma perché questi vanno a costituire il terreno di crescita di diversi tipi di tumore o creano condizioni favorevoli all’innescarsi delle malattie autoimmuni.

Limitare l’uso di sale, soprattutto per contrastare l’ipertensione arteriosa associata a diverse patologie cardio vascolari.

Limitare l’assunzione di grassi saturi prediligendo quelli polinsaturi contenuti ad esempio nelle noci e nell’olio extra vergine di oliva.

Bere almeno due litri di acqua al giorno per mantenere la giusta idratazione corporea e contrastare la ritenzione idrica.

Ricorda: Al mantenimento di un buon equilibrio psicofisico concorrrono diversi fattori tra cui uno stile di vita sano, una corretta alimentazione e la pratica di un’attività fisica regolare.


Cosa mangiare prima di una lezione di Pilates

A livello metabolico il pilates agisce come una sorta di acceleratore, grazie all’attenzione sulla respirazione e alla precisa e controllata esecuzione degli esercizi che lo caratterizzano.
Seppur non inquadrandosi come una disciplina dimagrante poiché non aerobica, questo metodo rende più efficiente e veloce il metabolismo, tonifica la muscolatura e rende più armoniosa la figura.
Ecco perché diverse persone, pur non seguendo una dieta particolare, scoprono di aver perso peso dopo alcuni mesi che praticano la disciplina.

Prima di una lezione di pilates, soprattutto se questa si svolge all’ora di pranzo, è bene mangiare qualcosa di leggero almeno un’ora e mezza prima, ad esempio una merenda come uno yogurt e della frutta secca, o frutta secca e frutta fresca, rappresentano un’ottima fonte di energia per l’organismo.
Successivamente è consigliabile non saltare il pranzo per evitare di arrivare troppo affamati al pasto successivo.

Stesso discorso se la lezione si svolge la sera, non saltare mai lo spuntino ma mangiare sempre qualcosa di leggero prima per arrivare alla cena con il giusto grado di appetito, evitando in questo modo di abbuffarsi.

Seguendo questi piccoli accorgimenti sarà più facile seguire la lezione di pilates con la giusta concentrazione traendo grandi benefici sia a livello fisico che mentale.

Pilates e Gestione dello Stress

Al giorno d’oggi ritagliarsi del tempo per se stessi, prendersi cura del proprio benessere psicofisico e non farsi travolgere dai ritmi frenetici imposti dalla vita di tutti i giorni non è affatto semplice.

Lo stress è un nemico sempre in agguato che può minare la salute del nostro organismo e, se non gestito, può ca usare delle vere e proprie patologie (malattie cardiovascolari, gastriche, autoimmuni, ecc).


Il Pilates è una disciplina che coinvolge il corpo e la mente e che regala alla persona che lo svolge un grande senso di benessere. Gli esercizi di questo metodo richiedono una grande concentrazione e consapevolezza corporea che si ottengono liberando la mente da tutti i pensieri che la appesantiscono.

Grazie alla respirazione pilates è possibile svolgere gli esercizi tenendo attiva la muscolatura addominale e profonda del tronco e allo stesso tempo rilassando quella eccessivamente in tensione.

Inoltre la respirazione produce un abbassamento dei livelli di cortisolo nel sangue, un ormone prodotto in condizioni di stress dalle ghiandole surrenali.


Il cortisolo, insieme ad altri due ormoni, adrenalina e noradrenalina producono diversi effetti nel nostro organismo. In condizioni di stress fisiologico (eustress) determinano una risposta adattogena ad uno specifico evento a cui segue una fase di riposo e in cui i livelli di questi ormoni si abbassano.

In condizioni di prolungato stress (distress) invece influiscono in modo negativo sul nostro organismo producendo una serie di reazioni a cascata e di effetti come: aumento della pressione arteriosa, insonnia, disturbi gastrointestinali, ansia, produzione di radicali liberi, invecchiamento precoce, ecc.

Ciò fa comprendere quanto sia importante attenersi ad uno stile di vita sano e praticare una regolare attività fisica come il pilates che, oltre a regalarci un corpo armonioso e tonico, ci offre la possibilità di regolare la risposta allo stress e migliorare la qualità delle nostre vite.

Seminario Naturopatia, Yoga e Pilates per la Fibromialgia

Sabato 12 Maggio

dalle ore 11.00

presso lo Studio di Via De Magistris 29

Naturopatia, Yoga e Pilates

per la Fibromialgia

Siamo lieti di annunciarvi la seconda edizione del nostro Seminario sulla Fibromialgia. Date le numerose richieste abbiamo deciso di riproporre l’evento rendendolo ancor più “ricco”: oltre all’intervento dell’insegnante di Pilates e Yoga specializzato Riccardo Utzeri, affronteremo la prima parte di questo incontro in compagnia della Naturopata Elisa Orrù.

La Naturopata mostrerà come la Naturopatia possa risultare un valido aiuto alle persone affette da Fibromialgia. Prenderemo in considerazione gli alimenti Amici che apportano benefici al Sistema Nervoso Neurovegetativo e all’Apparato muscolo-scheletrico, accompagnati da Fiori ed estratti di Piante Officinali che agendo a livello energetico e psicosomatico aiutano a ritrovare il benessere psicofisico.

La sindrome è purtroppo caratterizzata da dolori molto intensi; ciò non deve tuttavia portare all’immobilità fisica: anzi, è auspicabile che chiunque sia affetto da questa sindrome, continui a svolgere (un adeguato) esercizio fisico.

Gli esercizi e le tecniche respiratorie del Pilates e dello Yoga sono un ottimo coadiuvante nel trattamento della sintomatologia e le vedremo insieme a Riccardo Utzeri.

Il Seminario è aperto a tutti: persone interessate all’argomento, fibromialgici che vorrebbero avvicinarsi alle discipline o che comunque vorrebbero conoscerne i benefici, allievi pilates di vari livello ed insegnanti di yoga e/o pilates.

L’incontro avrà una durata di circa due ore e si terrà presso la nostra sede di Via De Magistris 29.

Per avere maggiori info, per la prenotazione e per conoscere i costi contattateci ai seguenti recapiti:
tel.0704515177
cell.3890041967
PPM

PPM CAGLIARI

Via De Magistris 29, Cagliari

Tel e Cell

070.33.25.650 | 333.35.73.921

Mail

demagistris@pilatescagliari.it
PPM

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Via Scano 9, Cagliari

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