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La Respirazione Addominale nello Yoga

Nello Yoga sono presenti diversi tipi di Pranayama, il controllo volontario e consapevole dei ritmi respiratori e dell’energia che ci consente di trarre benefici sia fisici che mentali.
Quella che vorremmo illustrarvi oggi è la cosiddetta respirazione addominale, anche conosciuta come respirazione diaframmatica.
Quando il respiro va’ ad occupare la parte bassa dei polmoni si parla di respirazione addominale. Questo tipo di respirazione agisce profondamente sul diaframma.

Il diaframma è un muscolo molto esteso e potente che, quando è rilassato, ha la forma di una cupola. È situato all’altezza delle costole fluttuanti cui è collegato per mezzo di robusti tendini. Separa nettamente torace e addome.
Contraendosi, il diaframma si abbassa e si appiattisce determinando la dilatazione a botte della gabbia toracica. Durante l’inspirazione la parte inferiore dei polmoni, che è la più vasta, si distende saturandosi d’aria e ossigeno.
L’espirazione avviene con il rilassamento del diaframma, che recupera la sua forma a cupola mentre le costole si chiudono.

La respirazione diaframmatica è semplice e permette di ottenere il massimo di ossigenazione con il minimo consumo di energia!
Non a caso è la respirazione dei bambini e dei saggi…
Il massaggio diaframmatico infatti esercita un’azione salutare e rigenerante sull’organismo e sulla psiche.


Benefici della respirazione diaframmatica
Il massaggio diaframmatico esercita una pressione benefica, stimolandoli, sui visceri e sugli organi addominali, comportando rapidi miglioramenti sia nei processi di assimilazione che di escrezione.
La sensazione che si prova è quella di un piacevole calore nella zona dell’ombelico.
Infatti questa respirazione viene percepita nella pancia, sopra e sotto l’ombelico, dalla base del bacino a quella dello sterno: ci si deve allenare a sentire il respiro anteriormente, posteriormente, sui lati e internamente.

Il diaframma agisce sulla circolazione come un secondo cuore, risucchiando il sangue venoso e favorendo la circolazione di ritorno.
Utilizzare la respirazione addominale con gli arti inferiori portati in alto aiuta a eliminare ristagni linfatici e venosi dalle caviglie, a ridurre il rischio di vene varicose e flebiti.
Da non sottovalutare l’effetto calmante di questa respirazione: stress, frustrazione sono purtroppo sentimenti comuni in questo secolo.
Controllare il nostro respiro ci consente di controllare la nostra mente e di conseguenza le nostre emozioni.
Con un poco di pratica vedrete che è un qualcosa di naturale, molto più semplice di quanto si possa pensare.

Esercizi
Vi proponiamo un esercizio facilissimo, eseguibile agilmente da chiunque.
Partite dalla posizione supina, con le gambe piegate e i talloni vicini ai glutei. Mantenendo le gambe piegate, il collo diritto (o al massimo poggiato su un piccolo cuscino se vi crea fasidio la zona cervicale), i muscoli del viso e in generale di tutto il corpo rilassati, il respiro scende naturalmente.
Ora poggiate le vostre mani sull’addome e inspirate, facendo scendere il respiro verso il basso.
Immaginate che al centro del vostro addome, all’altezza dell’ombelico, vi sia un palloncino, che gonfiate totalmente con l’inspirazione.
Sentite gonfiare il palloncino mentre le vostre mani vengono sollevate dal vostro addome.
Terminata l’espirazione trattenete per qualche secondo e espirate.
Sentite le vostre mani a contatto col ventre scendere verso il basso, mentre il palloncino si sgonfia progressivamente.
L’esercizio va perfezionato cercando di percepire il movimento del respiro anche lateralmente.
Modificate quindi la posizione delle mani, spostandole sui fianchi e sentite la pressione laterale del respiro.
Fate tutto ciò molto lentamente, per un minimo di 5 minuti fino ad un massimo di 15, almeno per le prime volte, poi aumentate gradatamente.

Il Pilates per Migliorare Coordinazione ed Equilibrio

Il Pilates è un metodo che lavora per riequilibrare la postura nel rispetto della condizione dell’utente rinforzando la muscolatura profonda della power house, quel complesso di muscoli localizzati nella zona lombo-coxo-pelvica e addominale del corpo da cui trae origine il movimento.

Molti esercizi del pilates, oltre che fortificare e allungare la muscolatura, sono indicati per migliorare la coordinazione e l’equilibrio.

Ad esempio l’esercizio One leg stretch del Matwork è ottimo per rinforzare gli addominali, ma richiede grande concentrazione e coordinazione per il lavoro alternato delle gambe e delle braccia.
Questo esercizio viene proposto dapprima in forma di pre pilates, semplificato nell’esecuzione proprio per la difficoltà a trovare il giusto coordinamento tra respiro e movimento delle varie parti del corpo.

Un altro esempio è l’esercizio Coordination del Reformer, che come dice il nome stesso, si basa sulla capacità di coordinare i diversi movimenti che lo caratterizzano, basandosi sul respiro e anche sulla corretta gestione della macchina.
Anche questo esercizio viene insegnato inizialmente in forme più semplificate per poi arrivare alla figura tecnica, molto complessa e impegnativa.

Per migliorare l’equilibrio sono consigliati esercizi come il Rolling Like a Ball del Matwork, in cui è necessario restare in equilibrio sugli ischi per preparare il lavoro che si completa con un rotolamento dinamico sulla colonna e un ritorno in equilibrio sugli ischi.

Sul reformer la Split Series, la serie delle spaccate, lavora su forza, allungamento ed equilibrio.
Durante l’esecuzione dell’esercizio, che può essere svolto in diverse posizioni, il carrello si apre consentendo alle gambe di andare in spaccata.
Negli esercizi più avanzati il corpo è in tenuta senza sostegno delle braccia e quindi risulta molto impegnativo mantenere il giusto equilibrio per evitare di cadere dal refomer in movimento.

Pilates per la Mobilizzazione della Colonna Vertebrale

Sabato 2 Marzo

dalle ore 16.00

presso lo Studio di Via Scano 9

Seminario di Approfondimento:

Pilates per la Mobilizzazione
della Colonna Vertebrale

“Se la tua colonna vertebrale è rigida a 30 anni tu sei vecchio, se invece è ancora mobile a 60 tu sei giovane”
J.H.Pilates

Alla colonna vertebrale sono associate quasi tutte le attività del nostro corpo.
Pilates dimostra che l’indicatore reale della nostra età non consiste negli anni, ma nel grado di naturale mobilità della nostra colonna nel corso della vita: il Pilates è perfetto per sentirsi sempre agili e in forma!

Le cause di rigidità a livello della colonna sono diverse: tensioni e contratture a livello muscolare possono essere date da patologie quali ernie, scoliosi, cifosi, iperlordosi, ma avere anche origine psicosomatica sopratutto in periodi di forti stress.

In questo Seminario di Sabato 2 Marzo avremo l’occasione di vedere alcuni esercizi fondamentali per tenere sempre giovane la nostra colonna!

Con la guida di un insegnante esperto eseguiremo degli esercizi di Matwork con l’aiuto di alcuni props come la Fisioball ed esercizi sui grandi macchinari Pilates (Reformer e Springwall).

Al termine verrà consegnata a ciascuno dei partecipanti una dispensa riassuntiva di tutto il Seminario.

L’inizio è previsto per le ore 16:00 e la sua durata sarà di circa un’ora e mezza.

Per poter partecipare è obbligatorio iscriversi poiché il Seminario sarà a numero chiuso.

Per avere maggiori info e per la prenotazione contattateci ai seguenti recapiti:
☎ 070.33.25.650 – 070.45.15.177
📞 333.35.73.921 – 389.00.41.967

Mal di schiena e rigidità della colonna vertebrale: possibili cause ed esercizi

La colonna vertebrale è una struttura complessa ed efficiente, nonché delicata, associata a quasi tutte le attività del nostro corpo.
Le sue funzioni sono difatti differenti:
  • dona stabilità all’intero corpo;
  • sostiene il capo, le spalle e gli arti superiori;
  • protegge il midollo spinale;
  • facilita la mobilità e gli spostamenti del tronco;
  • funge da ammortizzatore con la capacità di assorbire i carichi;
  • favorisce l’equilibrio durante la fase motoria.
Viene suddivisa essenzialmente in 3 zone (benché la sua suddivisione sia decisamente più ampia, per una questione di semplicità e praticità ci limiteremo alla suddivisione seguente):

Zona Cervicale

Le vertebre di questa parte della colonna sostengono il cranio e favoriscono i suoi movimenti rotatori.
Da queste vertebre escono i nervi, provenienti dal midollo spinale e prima ancora dal cervello, che comandano i muscoli delle spalle e degli arti superiori fino alle mani.

Zona Dorsale

Al tronco dorsale sono collegati gli arti superiori attraverso l’articolazione formata dalla scapola e dalla clavicola. Quest’ultima, a sua volta, è unita allo sterno, l’osso piatto a cui si collegano anche le prime sette vertebre.
In gran parte delle vertebre dorsali si articolano le costole e si inseriscono alcuni importanti fasci muscolari, tra i quali il gran dorsale, così chiamato perché è il muscolo più vasto, come superficie, di tutto il corpo e consente l’adduzione e la rotazione delle braccia.
Nella parte addominale si trova, invece, il diaframma, muscolo laminare, il cui vertice sale all’interno della gabbia toracica. Questo tratto partecipa al complesso movimento della respirazione. La colonna dorsale permette le rotazioni, le flessioni e le estensioni di tutta la schiena.

Zona Lombare

Questa zona della colonna, strettamente ancorata al bacino, con le sue vertebre particolarmente robuste sostiene l’intera spina dorsale e svolge la sua funzione stabilizzatrice del bacino attraverso movimenti – talora millimetrici – di una vertebra con l’altra.
Anche in questa zona, sono presenti diverse fasce muscolari, tra le quali il piccolo e grande psoas, il muscolo iliaco, ecc.


Passiamo ora ad analizzare le possibili cause delle sue disfunzioni.

Per prima cosa vedremo le possibili cause del dolore e della rigidità nella zona cervicale e dorsale, che si manifesta con la difficoltà a muovere l’area superiore della schiena o a piegare la testa. Si tratta di un sintomo molto comune, che può avere cause diverse.

La cervicalgia da postura si manifesta con dolore nucale e cervicale dopo aver mantenuto a lungo una posizione obbligata con il tronco troppo piegato in avanti o con il collo troppo rilassato, come quando si lavora al computer per un periodo prolungato o si dorme in una posizione anomala.
Il torcicollo è caratterizzato, invece, da rigidità dei muscoli del dorso e del collo, associata a dolore molto intenso e marcata limitazione funzionale; la contrattura del muscolo trapezio e sternocleidomastoideo può indurre l’inclinazione del capo dal lato dello spasmo.
Questi sintomi insorgono generalmente in forma acuta. Nell’insorgenza del torcicollo possono incidere fattori atmosferici, stress, posture errate o movimenti bruschi.
La rigidità dei muscoli del dorso e del collo è un sintomo che si manifesta comunemente anche nell’artrosi a livello delle vertebre cervicali (cervicoartrosi). In tal caso, la rigidità in regione dorsale e la cervicalgia sono aggravate dai climi freddo-umidi, dallo sforzo e dalle posizioni viziate.

Altra causa è il colpo di frusta cervicale, che si verifica in seguito a una violenta sollecitazione in estensione o flessione della colonna cervicale, come accade in seguito ad un incidente stradale o ad una caduta. Dopo tale evento, la rigidità e la contrattura si associano ad un dolore al collo molto intenso.
Anche l’ernia discale cervicale provoca una sintomatologia dolorosa continua ed insopportabile, con perdita di forza ed alterazione della sensibilità del braccio.
La rigidità dei muscoli del dorso e del collo può derivare da molti altri disordini come fibromialgia, sindrome dello stretto toracico o spondiloartropatie (tra cui spondilite anchilosante, artrite psoriasica e sindrome di Reiter), per questo motivo è sempre bene fare un’attenta valutazione della sintomatologia al fine di seguire l’iter più corretta per una sua risoluzione o perlomeno per un attenuamento.

Rigidità e dolore nella fascia lombare trovano in genere eziologia nell’irritazione o nel deterioramento della fascia inferiore della colonna vertebrale. Il dolore viene descritto come una sensazione di rigidità e tensione alla parte bassa della schiena, talvolta accompagnate da fitte o formicolii.

Le cause della lombalgia possono essere differenti:

Artrosi lombare
È un disturbo degenerativo che colpisce i dischi intervertebrali che fungono da stabilizzatori della spina dorsale. Provoca un’infiammazione che causa dolore, rigidità e difficoltà a compiere determinati movimenti. In generale, si sviluppa a causa del logoramento delle articolazioni in età avanzata. Può anche essere il risultato di uno sforzo eccessivo o di un trauma.

Stiramento muscolare
Anche una distensione (o stiramento) muscolare o del legamento della zona lombare può essere una delle possibili cause del dolore lombare. Questa condizione produce instabilità della colonna vertebrale e difficoltà a mantenere alcune posizioni. Generalmente è causato da attività fisica molto intensa o sovrappeso.

Contrattura muscolare
È una lesione è dovuta a sforzi inappropriati o all’esecuzione di determinati movimenti scorretti, con una postura viziata.

Stanchezza muscolare
La stanchezza muscolare può insorgere a causa di mancata attività fisica, cattiva alimentazione o abitudini poco sane. Ciò fa sì che la colonna vertebrale e le articolazioni perdano stabilità e resistenza. Di conseguenza, la zona lombare si contrae e i dolori aumentano fino a estendersi talvolta alle braccia o alle gambe.

Discopatie
Protrusioni, ernie del disco o osteofitosi: tutti disturbi degenerativi che producono dolore durante gli sforzi fisici

Patologie agli organi interni:
Problemi gastrici e/o intestinali, malattie renali, endometriosi che possono creare una vera e propria rigidità muscolare limitando il movimento di questa zona della colonna e causando dolori talvolta molto forti che richiedono l’utilizzo di farmaci antidolorifici e antinfiammatori.

A tutto però vi è rimedio: esercizi mirati di Pilates e Yoga possono risultare assolutamente utili in tutte le condizioni e le cause citate.
Chiaramente, a seconda del disturbo responsabile della sintomatologia, si seguiranno iter differenti.
Nei casi in cui i dolori e la rigidità siano dovuti a delle vere e proprie patologie sarebbe preferibile iniziare il proprio percorso con delle sedute individuali in modo tale che l’intero esercizio sia studiato e strutturato sulle singole esigenze di ognuno.
Il consiglio, come sempre del resto, è di affidarsi a mani esperte e personale competente e di eseguire l’attività più corretta chiedendo consiglio al proprio medico: il rischio è quello di andar a peggiorare situazioni già delicate e a rischio.

L’importanza del Muscolo Trasverso dell’Addome nel Pilates

Nel Pilates i muscoli profondi del core (il complesso muscolare coxo-lombo-pelvico-addominale di cui fanno parte il trasverso dell’addome, i piccoli obliqui, il pavimento pelvico e perineale, il multifido, il diaframma, il quadrato dei lombi, l’ileo psoas e il piccolo gluteo) devono essere tenuti in costante attivazione per permettere la stabilità del corpo durante gli esercizi.

Tra questi uno di grande importanza nella pratica del Pilates è il muscolo trasverso dell’addome, posto internamente alla parete addominale.

Il Trasverso è coinvolto nella dinamica respiratoria poiché durante l’espirazione abbassa le coste.
Inoltre ruota e flette il tronco in sinergia con gli altri muscoli antero-laterali dell’addome.

Durante la pratica del pilates, si inspira dal naso espandendo le coste latero posteriormente e si espira dalla bocca chiudendo le coste e risucchiando l’addome in dentro, movimento che permette di attivare il trasverso spingendolo verso la colonna vertebrale.
Questa azione supporta la colonna durante gli esercizi e permette la decompressione dei dischi intervertebrali, ovvero consente di mantenere la colonna in allungamento.

L’attivazione di questo muscolo previene l’insorgere della lombalgia, l’infiammazione del tratto lombare della colonna e durante la pratica del pilates permette di svolgere gli esercizi in sicurezza senza gravare sulla colonna vertebrale.

Muscolo Ileopsoas: la sua importanza dal punto di vista posturale e la necessità di allenarlo e rilassarlo

Non tutti conoscono l’importanza del muscolo Ileopsoas e del fatto che sia frequentemente il principale indiziato di alcuni disturbi tipici tra cui il mal di schiena localizzato nella zona lombare, la sciatica, il dolore pelvi-perineale e così via.

Ma dove è situato questo muscolo?
L’ileopsoas è un muscolo spesso e allungato costituito da due ventri muscolari: il grande psoas e il muscolo iliaco che si uniscono distalmente per inserirsi al piccolo trocantere del femore.
Lo psoas è fusiforme e origina dai processi trasversi dalla vertebre D12 a L5, mentre lo psoas minor dalla D12 alla L1. Viene classificato tra i muscoli interni dell’anca.


Questo muscolo ha la fondamentale funzione di collegare le gambe alla colonna vertebrale, quindi dal suo buon funzionamento dipende la nostra andatura, una corretta postura della colonna vertebrale e non solo.
Flette la gamba, adduce ed extraruota la coscia quando prende punto fisso sulla colonna e sul bacino; flette e inclina dal proprio lato il tronco, e lo ruota dal lato opposto, quando prende punto fisso sul femore.
Inoltre serve per la stabilizzazione del nostro corpo ed è fondamentale per il nostro equilibrio strutturale.

Studi sostengono che lo psoas è strettamente collegato alle nostre emozioni, poiché messaggero primario del sistema nervoso centrale.

Attraverso il tessuto connettivo, il muscolo è in comunicazione col diaframma, quindi anch’esso è coinvolto in fasi che interessano questa zona del nostro corpo, come la respirazione o il riflesso dopo uno spavento.
È in diretta connessione con colon, può entrare in spasmo in caso di appendicite; passa adiacente ai reni, in caso di coliche ci pieghiamo su noi stessi se ci pensate; nelle donne con problematiche ginecologiche è spesso contratto.

Uno stile di vita stressante libera elevate quantità di adrenalina nel nostro corpo mantenendo in tensione costante lo psoas.
Questo meccanismo di “auto-difesa” è dentro l’istinto naturale di ognuno di noi.


Mantenere lo psoas in tensione costante a causa dello stress può portare a gravi conseguenze come: lombosciatalgia, dolori alle spalle, malfunzionamento degli organi localizzati nell’addome, problemi digestivi, degenerazione dell’anca, mestruazioni dolorose, dolori inguinali e altre patologie del bacino.

Come se non bastasse, essendo collegato al nostro sistema nervoso, lo psoas manderà dei segnali di tensione in tutto il corpo interferendo con la corretta circolazione dei fluidi e della respirazione.
È consigliabile quindi, non trascurare questo muscolo e mantenerlo sempre flessibile ed e in equilibrio con gli altri muscoli stabilizzatori.

Un aiuto fondamentale in questo senso ci arriva dallo Yoga e dal Pilates.
Con l’accortezza, come sempre, di rivolgerci a del personale competente e preparato, possiamo richiedere quali sono le posizioni e le sequenze più adatte a noi, in particolare se soffriamo di mal di schiena e di fragilità nella zona normale.
Infatti pochi e semplici allungamenti fatti con intenzione per ammorbidire con gentilezza la contrazione di questi flessori e aprire la capacità respiratoria hanno una grande efficacia nel restaurare equilibrio e agio in tutte le posture.
E se abbiamo bisogno di un trattamento mirato per questo muscolo, non dimentichiamo lo Shiatsu e il Thai affidandoci ad un esperto in questo tipo di massaggio.

Open Day Yoga & Pilates 26 Gennaio 2019

Sabato 26 Gennaio

dalle ore 10.00

Open Day Yoga & Pilates

presso lo Studio di via Scano 9


Ripartiamo con un 2019 dedito al benessere!
Se tra i tanti buoni propositi ti sei ripromesso di fare attività fisica costante e di prenderti cura di te non puoi mancare!

Sabato 26 Gennaio, a partire dalle ore 11:00, presso lo Studio PPM di via Scano, terremo un Open Day nel quale sarà possibile provare gratuitamente tutte le nostre discipline con i nostri insegnanti esperti: Pilates a Corpo Libero e sui Grandi Macchinari, Yoga, Cardio Pilates, allenamenti per tutta la famiglia e tante novità!

Mattino Pomeriggio
Ore 10:00 Yin Yoga Ore 15:00 Yoga Dinamico
Ore 11:00 Hatha Yoga Ore 16:00 Pilates Matwork (corpo libero)
Ore 11:30 Cardio Pilates grandi macchinari Ore 16:00 Pilates Grandi Macchinari
Ore 12:00 Pilates per la schiena corpo libero Ore 16:30 Pilates Matwork
Ore 12:30 Pilates Grandi Macchinari Base Ore 16:30 Pilates Grandi Macchinari

Novità
Ore 17:00 Family Gym: l’allenamento per tutta la famiglia
Ore 18:00 Movement Training

Per partecipare è necessaria la prenotazione poiché, come da programma da Studio, i corsi saranno tenuti in mini-gruppi a numero chiuso.
Prenota per te, i tuoi cari o i tuoi amici, per un fine settimana all’insegna del benessere e del divertimento.

 Abbiamo riservato per voi un buffet di benvenuto ed uno speciale gadget targato PPM.

Ti aspettiamo!

Per info e prenotazioni:
070-4515177
389.00.41.967
info@pilatescagliari.it

Presentazione Gratuita nuovo Corso di Musicoterapia Recettiva

“Silenzio e Suono vivranno insieme.
Il Silenzio da solo è povero e così è il suono.
Il suono da solo è rumore, il silenzio da solo è morte.
Quando il silenzio ed il suono si incontrano nasce la musica!
La musica è l’incontro del silenzio e del suono.
La grande musica contiene sempre silenzio e suono così come la meditazione”
Osho

Che cos’è la Musicoterapia Recettiva Analitica?
La musicoterapia recettiva consiste nell’ascolto di brani e musiche appositamente selezionati dal musico terapeuta. L’ascolto non è, come potrebbe sembrare, un’attività passiva, ma al contrario induce in chi l’ascolta un profondo viaggio dentro se stessi.
La musica evoca immagini, sensazioni, ricordi. All’interno di un percorso ben strutturato stimola notevoli cambiamenti e genera consapevolezza.

All’interno di questo ciclo di incontri si lavorerà su un piano di consapevolezza e rilassamento. Uniremo agli effetti benefici della musica anche alcuni esercizi di rilassamento.
Il corso, prevede sette incontri, della durata ciascuno di 50 minuti.

Perché fare un percorso di musicoterapia e rilassamento?
Per avere:
✅ Rilassamento
✅ Eliminare o ridurre tensioni o stress
✅ Attenuare e ridurre ansia
✅ Migliorare il benessere psico-fisico
✅ Migliorare la qualità della vita
✅ Conoscere se stessi
✅ Utilizzare il corpo come strumento conoscitivo
✅ Scaricare le tensioni
✅ Potenziare le capacità relazionali

Il corso sarà tenuto dalla Dott.ssa Raffaela Coghe, laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione (2006).
La sua tesi di laurea si interessò dello stretto legame tra stress e malattie psicosomatiche. Tra le tecniche utilizzate per contrastare lo stress, sicuramente il training autogeno, riveste un ruolo fondamentale.
La musicoterapia recettiva analitica, ideata dal dottor Cattich, suo docente e formatore, le da la possibilità di acquisire uno strumento innovativo per lavorare su se stessi, attraverso un canale non verbale, quello che è appunto la musica.
Nella sua tesi di specializzazione, “la musica come terapia, e la musica in terapia”, ha voluto dimostrare attraverso la somministrazione di test e quindi attraverso dei “numeri” e dei “risultati” quanto possa essere efficace all’interno di diversi setting, sia che si voglia lavorare sul rilassamento, sia su un disturbo più importante.

La presentazione gratuita del corso si terrà Mercoledì 26 Gennaio alle ore 17:00 e avrà la durata di un’ora.
Per partecipare alla presentazione è necessaria la prenotazione.

Per info e prenotazioni:
070-4515177
389.00.41.967
info@pilatescagliari.it

Il Pilates non è una ginnastica dolce!

Sfatiamo questo mito, spesso sostenuto da chi non ha mai praticato la disciplina o non conosce bene il metodo.

Il Pilates non è una ginnastica dolce, anzi!

Eseguire gli esercizi con la giusta respirazione, coordinarla ai movimenti del corpo, tenere il corpo in determinate posizioni di forza e in allineamento, richiede un grande sforzo, una grande concentrazione e un gran lavoro muscolare.

Short spine

Il fatto che non sia una disciplina aerobica, anche se in alcuni casi lo può diventare, non significa che sia facile da praticare o poco impegnativa.
Il pilates è una disciplina che tutti possono svolgere ma a differenti livelli.

Nei vari Studi le classi vengono differenziate affinché il lavoro sia adattato al gruppo: ci sono classi base che si stanno avvicinando al metodo e si devono approcciare alla respirazione e ai principi posturali cardine di questa disciplina, le classi di livello intermedio che lavorano ad un ritmo più sostenuto e quelle avanzate dove il lavoro è molto tecnico e impegnativo.

Pensiamo all’esercizio Hundred nella sua forma tradizionale, può essere considerato un esercizio dolce?
Oppure Teaser, Swan dive side bend, solo per citarne alcuni.

Hundred

Reformer swan dive

Il controllo che richiedono tali esercizi è totale, si arriva per gradi a svolgerli correttamente e non tutti riusciranno a riprodurre la forma tecnica tradizionale proprio per la loro difficoltà di esecuzione.

È necessario fare delle lezioni di avvicinamento alla disciplina per rendersi conto dell’impegno richiesto e della difficoltà, specialmente all’inizio, di connettersi con muscoli del corpo che non sapevamo nemmeno di avere.

Inoltre la vasta gamma di esercizi e varianti che l’insegnante può proporre, l’utilizzo dei piccoli attrezzi nelle lezioni matwork e dei grandi macchinari rendono il lavoro sempre nuovo, stimolante e mai scontato.

Cadillac split

Solstizio d’Inverno: Yin Yoga e Meditazione per i Sette Chakra

Venerdì 21 Dicembre

dalle ore 18.00

presso lo Studio di Via De Magistris 29

Solstizio d’Inverno:

Yin Yoga e Meditazione per i Sette Chakra

Il Solstizio d’Inverno ha un significato particolare, quasi magico. ✨
Il Sole raggiunge la massima distanza dalla Terra e l’oscurità prevale sulla luce. Ma dalle tenebre della notte più lunga dell’anno un Sole nuovo, il “sol invictus”, ritorna vitale e “invincibile”. ☀
Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradualmente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate.

Per celebrare l’energia del Sole che rinasce, abbiamo pensato di proporvi Venerdì 21 Dicembre una lezione di Yin Yoga molto speciale in cui ci concentreremo sui 7 Chakra. 🤩

La parola sanscrita Chakra viene generalmente tradotta con “ruota” o disco. Nello yoga, nella meditazione, questo termine si riferisce a “ruote”, centri energetici che attraversano il nostro corpo. 🌈

Ci sono sette chakra principali, allineati lungo la nostra colonna, che partono dal coccige fino alla sommità della testa.
Ogni Chakra corrisponde ad una ghiandola del corpo fisico, irradiano un colore e una specifica energia.
Ogni Chakra si riferisce a specifici aspetti spirituali, emozionali, psicologici e fisici del nostro essere, quindi il blocco o il malfunzionamento dei chakra possono portare disturbi fisici, psicologici ed emotivi.

La consapevolezza e l’equilibrio di questi centri energetici può portare d’altra parte al benessere e a un buono stato di salute.
Questa è una delle ragioni per cui si praticano le asana: per stimolare ed equilibrare i chakra e l’energia nel corpo. 🧘‍♀🤸‍♀

❤ Root Chakra / Muladhara: colore rosso, sicurezza, sopravvivenza, comunità e famiglia
🧡 Chakra sacro / Svadhisthana: colore arancione, creatività, sessualità, relazioni
💛 Chakra Navale / Manipura: colore giallo, autostima, sicurezza, individualità
💚 Chakra del cuore / Anahata: colore verde, amore, gioia, cura, unità, accettazione
💙 Chakra della gola / Visuddha: colore blu, verità, comunicazione chiara, integrità
💙 Chakra del terzo occhio / Ajna: colore indaco, saggezza, intuizione, guida
💜 Chakra della Corona / Sahasrara: colore viola, connessione divina, spiritualità, unione con tutti

Per info e prenotazioni:
☎ 070.33.25.650
📞 333.35.73.921
PPM

PPM CAGLIARI

Via De Magistris 29, Cagliari

Tel e Cell

070.33.25.650 | 333.35.73.921

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PPM

PPM CAGLIARI

Via Scano 9, Cagliari

Tel e Cell

070.45.15.177 | 389.00.41.967

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scano@pilatescagliari.it