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Cos’è il Vinyasa Flow?

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In tempi recenti il Vinyasa Flow è diventato un ramo dello yoga molto popolare, soprattutto tra alcune celebrità internazionali. Questo tipo di yoga ha la particolarità di combinare e coordinare le posizioni e la respirazione, creando così un movimento più dinamico.

Da dove viene?

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L’insegnante Brahmachari ha studiato un testo chiamato Yoga Karunta dove troviamo gli inizi di questa forma di yoga. Il Maestro ha insegnato al suo discepolo Satguru Krishnamacharia (1888-1989), che, a sua volta, lo tramandò al Maestro Sri. K. Pattabhi Jois (1915-2009) e, grazie ai suoi studenti, si diffuse in tutto l’Occidente.

Come si pratica?

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Come ho detto prima, questo tipo di yoga implica un costante movimento. Le posture sono eseguite in modo fluido e con una respirazione continua (flusso). Il Vinyasa Flow si basa nel realizzare la successione delle asana (posture) passo dopo passo. È uno yoga che richiede un grande sforzo e dove la componente fisica è enorme; ma si raggiunge anche uno stato mentale di concentrazione e relax.

Quali sono i vantaggi?

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Grazie al coordinamento tra movimento e respirazione il corpo rimane ossigenato per tutto il tempo, pertanto migliora la nostra capacità polmonare. Si sviluppa forza, flessibilità ed equilibrio essendo esercizi più complicati, migliora anche l’umore e calma i nervi. Il Vinyasa Flow contribuisce anche a migliorare la percezione mentale e fisica del nostro corpo. A tutti coloro che amano  un’ attività fisica più intensa  questo è il modo perfetto per avvicinarsi a  questa disciplina. 

Yoga o Pilates? Meglio se entrambi!

Ci sono molte persone che ci chiedono che cosa è meglio: fare Yoga o Pilates? La risposta è che entrambe le discipline sono magnifiche. A livello fisico, si sviluppa un corpo forte, flessibile, armonioso e sano; Emotivamente: si raggiunge un alto grado di consapevolezza del corpo, si elimina il rumore mentale e vengono sciolti blocchi e tensioni inutili, di cui non siamo consapevoli, la maggior parte delle volte. Tale è il panorama, che tutti i professionisti dedicati a queste discipline, sono spesso in difficoltà nello schierarsi per l’una o l’altra attività. Tuttavia, anche se non si opta apertamente per una o l’altra, a causa dei benefici che apportano la pratica di entrambe,  è vero però che a seconda dell’individuo, alcuni potrebbero sentirsi più attratti dalla pratica fisica e tonificante che fornisce il Pilates, o sentirsi più realizzati e completi attraverso lo Yoga. Entrambe le discipline hanno differenze significative, ma sono pienamente complementari, alimentandosi a vicenda. Consideriamo i benefici che apportano la pratica combinata di entrambe le discipline:

1. INTENSA SENSAZIONE DI BENESSERE

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Tanto lo Yoga come il Pilates concordano nel fatto che nei loro movimenti non c’è sofferenza, ossia,  il corpo funziona in modo da utilizzare le proprie risorse, senza sottoporlo allo stress che non è disposto a sopportare. Ognuno arriva sin dove è possibile e ciò va bene.

2 °. SVILUPPO DI FORZA E FLESSIBILITÀ

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Apparentemente sembrano due concetti opposti, ma, attraverso la forza sviluppata con il Pilates e la flessibilità che apporta lo Yoga,  coltiviamo una forma fisica molto completa.

3 °. MAGGIOR CONTROLLO E CAPACITA’ RESPIRATORIA

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La respirazione in entrambe le discipline è fondamentale anche se diversa. Combinando la pratica dello Yoga e del Pilates  sviluppiamo un ottimo strumento da utilizzare come fonte di energia nei momenti più difficili della pratica, o come un modo per ottenere un totale relax di mente e corpo.

4 °.  CONSAPEVOLEZZA DEL CORPO

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Grazie agli aggiustamenti corporali che si praticano con il Pilates, come: la cintura scapolare, l’allungamento della colonna vertebrale, attivazione del centro (Powerhouse) o il posizionamento del bacino … possiamo ottenere maggiore controllo e allineamento del corpo nelle posture di Yoga più complesse, o quelle che ci costano più fatica.  

5 °. MIGLIORA LA SALUTE

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Il fatto di essere così consapevole del proprio corpo, apre la porta a scoprire quali sono le nostre esigenze, e tra queste c’è l’alimentazione. Quando si pratica lo Yoga e Pilates, il corpo non ci chiede alimenti densi con elevate quantità di zucchero e grassi saturi, ma gli alimenti che ci aiutano a fare gli esercizi e le posture che sono necessarie per ognuna delle pratiche.

Lo Yoga della forza, asana per gestire l’irruenza

Sin da tempi immemori l’uomo ha dovuto imparare a conoscere e gestire la propria energia, con il modificarsi della struttura umana e l’evoluzione, l’uomo ha cercato di convogliare l’impulso primitivo verso una più intima dimensione del sé. Resta di fatto che l’irruenza è un tipo di energia presente in chiunque, alle volte questa energia è in equilibrio in noi, nascosta, latente, ma in grado di emergere quando la situazione lo richiede. Altre volte risulta invece repressa, compressa, restia a manifestarsi, ed emerge in forme inaspettate quando la compressione è talmente forte da raggiungere il picco e l’irruenza implode. Altre volte invece l’irruenza è un energia sin troppo manifesta, mal gestita e pronta ad emergere in qualunque momento, anche in maniera inopportuna, risultando molesta, sgradevole, eccessiva. Negli ultimi due casi, è evidente il disequilibrio di questa energia, comunque vitale e utile all’uomo, allora come fare in modo che essa non esploda in maniera incontrollata all’esterno o che al contrario imploda all’interno minandone gli equilibri?

Lo Yoga può essere una risposta efficace alla domanda, con lo yoga non si cerca di analizzare il “fenomeno” ma piuttosto trovare una via per risolvere ed equilibrare l’impulso aggressivo.

Avvicinarsi allo yoga e conseguentemente alla meditazione è un modo per conoscere e riconoscere quest’energia vitale, ed essere in grado di incanalarla correttamente evitandone l’inutile dispersione.

La meditazione ci aiuta nella gestione dell’aggressività poiché il primo passo è quello di portare il corpo verso l’immobilità completa, scegliamo una posizione comoda e cerchiamo di sciogliere tutte le tensioni portando il corpo al rilassamento, immobile. Una volta raggiunta la stabilità nel corpo, la nostra attenzione potrà rivolgersi alla mente, prima porteremo la nostra concentrazione in un unico punto, per poi successivamente portare la mante a liberarsi, svuotarsi. L’immobilità e il vuoto mentale sono fondamentali per comprendere il movimento e il pensiero cosciente non dispersivo. In questo modo la forza latente è stata portata in superficie attraverso una meditazione costante, un primo passo nella gestione della nostra irruenza.

Attraverso lo yoga della forza, e specifiche asana, integriamo e completiamo il percorso per la conoscenza e la gestione dell’aggressività.

Hatha Yoga Vidya vuol dire “scienza della forza”, questo tipo di yoga ci aiuta a dominare corpo e mente attraverso la forza della volontà, vediamo alcune asana.

YOGA MUDRA

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E’ il gesto del saluto con cui si inizia questa serie, si portano i piedi nella posizione del loto:

Padmasana

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si giungono le mani dietro la schiena e con una profonda espirazione ci si piega sino a toccare con la fronte il suolo, in questa postura tutti i Chakra vengono attivati, anche quelli del sole e della luna che si trovano ai due lati del plesso solare (terzo chakra) e che vengono stimolati dai talloni che premono sulla pancia.

PADMA TULITASANA

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E’ la posizione di tutto il corpo sostenuto, si sollevano le gambe in loto, e ci si aiuta sorreggendosi con le braccia e scaricando il peso del corpo attraverso i gomiti a terra. In quest’ asana l’energia compie un circuito chiuso con le gambe ed è convogliata nel quinto chakra, il chakra della gola.

PADMA MATSYASANA

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E’ la postura del pesce ma eseguita nel loto, seduti per terra si va nella posizione del loto, e poi lentamente aiutandosi con gli avambracci si scende inarcando il busto, sino a toccare il suolo con il vertice del capo, la mani afferrano gli alluci. L’energia inizia a fluire dai chakra bassi per poi raggiungere la massima espansione nel quarto chakra, il chakra del cuore, nel centro del petto, poi lentamente si espande anche nei chakra alti.

PADMA MAYURASANA

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Posizione del pavone ma eseguita nel loto, tutto il corpo si solleva con le gambe in Padmasana sorretto dalle braccia e dagli addominali su cui premono i gomiti. Questa postura è molto potente e richiede molta forze ed equilibrio, tutta l’energia viene convogliata nel terzo chakra, plesso solare.

KARNAPIDASANA

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Vuol dire posizione dell’ orecchio e del dolore, chiamata anche posizione del solco, ci si distende supini e si portano le gambe oltre il capo piegando le ginocchia ai lati delle orecchie, mentre le braccia sono distese e le mani in un mudra, il dorso dei piedi tocca il suolo. Si effettua un massaggio al cuore e l’energia dalla gola sale verso il capo.

KURMASANA

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Posizione della tartaruga, le gambe sono aperte e le braccia scivolano sotto le ginocchia, il busto tocca il suolo. L’energia si concentra nel plesso solare per poi uscire dalle estremità degli arti, espellendo tutta l’energia negativa.

YOGA NIDRA

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Posizione di riposo, sonno profondo dello yoga, in cui il corpo si rilassa, e in cui si sprigiona un calore energetico dal centro, chakra del plesso solare. In questa posizione finale il corpo e la mente riposano in perfetto equilibrio guidati dal respiro.

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