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Yoga e Pilates per Sportivi

Lo Yoga e il Pilates sono due discipline tanto differenti quanto finalizzate al medesimo scopo: migliorare le condizioni fisiche della persona che le pratica.
Equilibrio, flessibilità, rinforzo muscolare e riabilitazione dagli infortuni sono i punti di incontro che accomunano queste due pratiche nate in tempi e contesti differenti.

Lo Yoga vanta origini decisamente più antiche, si stima infatti la sua nascita intorno al 5000 A.C. e vanta di essere uno dei sei sistemi filosofici dell’India antica.
Mentre il Metodo Pilates nasce nei primi anni del Novecento in un contesto totalmente differente: il sistema “Contrology” vede la sua origine dapprima nei campi di concentramento, per poi essere elaborato e definito tra gli infermi ospedalieri dell’isola di Mann e successivamente i ballerini newyorkesi.

Come mai allora queste due discipline sono così importanti per chi pratica sport?

Che si tratti di un calciatore, un tennista, un surfista o un ballerino, qualunque sportivo che attinga da queste discipline potrà riscontrare enormi benefici, sia in funzione propedeutica all’allenamento per una gara, sia in funzione preventiva degli infortuni, sia in fase di riabilitazione dopo questi.

Lo sport e lo Yoga

Benché lo Yoga di fatto non sia uno sport, in quanto per sua stessa natura non prevede una competizione sportiva, il connubio Sport e Yoga è tutto fuorché improbabile se si pensa all’utilità che quest’ultimo ha per l’atleta.
Per prima cosa possiamo osservare che una pratica di Yoga ha una durata che va dai 60 ai 90 minuti e che molte asana sono tenute da 1 a 5 minuti in modo che sia il tessuto connettivo che i muscoli siano simultaneamente allungati e rinforzati.

Per questo motivo sport e yoga possono (e dovrebbero) spesso accompagnarsi in quanto questa pratica riesce a dare ai tessuti dello sportivo un ricordo elastico non raggiunto dagli esercizi tradizionali (questo avviene sopratutto nell’Hatha Yoga, nel Ratna Yoga e nello Yin Yoga, definiti spesso erroneamente come yoga “statici”, sopratutto per distinguerli da altre tipologie di Yoga come l’Ashtanga o il Power Yoga).

Questo fattore è di estrema importanza quando parliamo dei benefici che derivano dal praticare costantemente uno sport e lo yoga in quanto il tessuto connettivo si attacca al muscolo dell’osso stabilizzando le articolazioni e prevenendo o addirittura minimizzando le lesioni.

Si può dire che lo Yoga migliori la flessibilità del corpo, la circolazione sanguigna e quella linfatica, favorisca l’eliminazione delle tossine e che l’unione di sport e yoga sia positivo perchè l’atleta ritrovi equilibrio, la concentrazione e acutezza mentale; non meno importante si rivela utile nella gestione dell’ansia e dello stress pre-gara.
Se facciamo riferimento ad uno sportivo che abbia bisogno di rinforzare le caviglie, come un corridore o un calciatore, noteremo che ci sono alcune asana dello Yoga che aiutano ad allungare, distendere e rinforzare i muscoli e tutti gli alleati dei muscoli per le ginocchia.

Un esempio sono:

Eka Pada Pranamasana
Posizione di preghiera sulla gamba

Sviluppa il senso dell’equilibrio rinforzando al contempo gambe, caviglie e piedi.


Garudasana
Posizione dell’Aquila

Rinforza i muscoli delle braccia e delle gambe, tonifica i nervi e ammorbidisce i legamenti degli arti.



Virabhadrasana I, II e III
Posizione del Guerriero

Ottime per fortificare la parte inferiore del corpo. Rinforzano la muscolatura delle gambe lasciando spazio a muscoli fini, tonici, lunghi ed eleganti.

Malasana
Posizione della ghirlanda

Aiuta a rilassare le gambe mentre si rafforzano.
Ottima per incrementare equilibrio e flessibilità e la giovinezza di ginocchia e caviglie.


Lo sport e il Pilates

Anche praticare uno sport e il pilates dona numerosi benefici all’atleta: gli esercizi Pilates infatti hanno la capacità di attivare la muscolatura profonda che difficilmente si riesce ad allenare con le altre discipline ma che è fondamentale per aumentare il livello delle prestazioni sportive (arrivando a quello più elevato) ed evitare infortuni.
Lo sport e il pilates si differenziano perchè, così come lo Yoga, anche ques’ultimo non può essere considerato un’attività sportiva a tutti gli effetti in quanto non prevede competizione, tuttavia fondamentale e complementare nella vita dell’atleta.

Un esempio eclatante di ciò lo abbiamo nel fatto che in molti sport si potenziano i muscoli già grandi e forti penalizzando quelli più piccoli, deboli e meno allenati che però sono fondamentali per un assetto funzionale dell’intero corpo e per donare stabilità.
Per questo motivo l’abbinamento sport e pilates fa sì che gli atleti svolgano un allenamento fisico ma anche mentale: con la presa di coscienza del proprio corpo e dei propri squilibri è possibile migliorare gli schemi di movimento, correggere errori di postura e migliorare tutta la muscolatura.

Una corretta interazione fra sport e pilates permette agli atleti di rendere i movimenti più efficaci e meno dispersivi, bilanciando forza ed elasticità, dando mobilità alla colonna vertebrale e distendendo i muscoli in modo da migliorare la circolazione e lubrificare le articolazioni.
L’allenamento della famigerata Powerhouse del Pilates, ovvero la fascia muscolare che concerne l’addome fino allo strato più profondo e coinvolge ileo-psoas, pavimento pelvico, il muscolo multifido fino ad arrivare al medio e grande gluteo, risulta di vitale importanza per il benessere e la preparazione di qualunque sportivo.


Per capire più nel concreto questo concetto vediamo quali esercizi siano più indicati in differenti tipologie sportive.

Per un calciatore, ma anche per un corridore, risulta fondamentale l’allungamento e l’allenamento del muscolo ileo-psoas, implicato nei movimenti delle cosce, dell’anca e necessario al nostro equilibrio strutturale in quanto collega le gambe alla colonna vertebrale.

Allenarlo è semplice e può essere fatto in maniera diversificata: sia col semplice corpo libero, basti pensare ad esercizi come lo shoulder bridge, il one leg circle o il one leg stretch, sia con l’ausilio dei grandi macchinari Pilates come lo Knee stretch sul Reformer.



Per un surfista sarà invece di estrema importanza tutto il lavoro sulla Powerhouse che preveda un incremento dell’equilibrio e della stabilità che riporterà successivamente sulla tavola.

Anche questi ultimi praticabili sia a copro libero che con l’ausilio di props come disco propriocettivo, il rullo o la fisioball per creare maggiore instabilità e quindi richiedere maggiore equilibrio, sia sul Reformer dove sono utilissimi sia gli squat che il leg circles.


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