Fermenti lattici probiotici: a cosa servono e come sceglierli 

Home » blog » Fermenti lattici probiotici: a cosa servono e come sceglierli 

Per mantenere un corpo sano abbiamo bisogno di probiotici e prebiotici. Infatti negli ultimi anni sempre più studi confermano l’importanza del microbiota intestinale e dei prodotti (e alimenti) che possono mantenere il suo tanto delicato equilibrio. Una delle prime regole per vivere in salute, infatti, dovrebbe essere quella di fare in modo che il cibo sia la tua fonte nutritiva primaria ma al tempo stesso è bene integrarla con supplementi di vitamina D, Omega 3 e soprattutto di prebiotici e probiotici (fonte “Food Pharmacy” di Lina Nertby Aurell, Mia Clase, edito da Vallardi).

Un microbiota in disequilibrio, (in disbiosi), può infatti facilitare l’insorgere di malattie anche non strettamente legate al tratto intestinale come il diabete di tipo 2 ma anche le malattie degenerative. Scopriamo qualcosa in più sui probiotici, i prebiotici e sul microbiota intestinale.

Cos’è il microbiota intestinale

Partiamo dal principio: iniziamo a conoscere il microbiota intestinale per capire quanto sia importante per il nostro benessere psico-fisico. Il microbiota è l’insieme dei batteri e degli altri microrganismi che “alloggiano” all’interno dell’intestino in maniera del tutto naturale. Infatti l’intestino è costituito da un importante ecosistema di parecchie centinaia di batteri di vario tipo, buoni e cattivi, che sono almeno dieci volte più numerosi delle nostre cellule (in media cento miliardi).

Nell’intestino risiede anche la maggior parte delle nostre difese immunitarie. Un’importante condizione di partenza per mantenersi sani e liberi da infiammazioni e malattie croniche è un microbiota intestinale in perfetta efficienza.
Come mai? Perché, come detto,

“all’interno dell’intestino vi è una stretta collaborazione tra le cellule immunitarie delle pareti intestinali e il nostro esercito di batteri buoni. Per combattere le infiammazioni è essenziale che siano solo i batteri buoni dell’intestino a fissarsi sui recettori delle cellule immunitarie che vi risiedono. Se lo fanno i batteri cattivi, invece, ecco che insorge l’infiammazione e diminuisce la resistenza contro le infezioni”. (fonte “Food Pharmacy” v. sopra).

Per sintetizzare: un microbiota intestinale in piena efficienza riduce il rischio di infiammazioni nell’organismo, stimola le difese immunitarie naturali e protegge dal rischio di malattie croniche e dall’invecchiamento precoce.

Photo by Alexander Mils on Unsplash

Cosa sono probiotici e prebiotici: la differenza

probiotici sono tutti quei microrganismi “vivi” presenti nel tratto intestinale, come batteri (tra cui i Bifidobatteri e i Lattobacilli) e lieviti (come il Saccharomyces boulardii), di cui esistono decine di specie diverse. Invece i prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, capaci di stimolare selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o di un numero limitato di batteri benefici presenti nel colon.

I probiotici vengono indicati in caso di problemi digestivi e intestinali, transito irregolare, uso di farmaci, come gli antibiotici ma in realtà, vista la vita frenetica e lo stress al quale siamo sottoposti, oltre ad un’alimentazione non sempre regolare, sarebbe sempre meglio assumerli nella dieta quotidiana e, al bisogno, integrarli nelal dieta sotto forma di integratori sotto consiglio del proprio medico (in soggetti con determinate condizioni cliniche, come alcuni tipi di tumori maligni o a seguito di trapianti d’organo, un abuso di probiotici può condurre a effetti indesiderati).

Anche i prebiotici sono elementi essenziali per l’equilibrio del microbiota. Anche i prebiotici possono essere utilizzati per combattere gli effetti collaterali di farmaci antibiotici. I prebiotici, inoltre, hanno anche un’azione di attenuazione degli effetti negativi che lo stress psicologico provoca al nostro organismo. Lo stress, infatti, riduce determinati probiotici, provocando così un’alterazione del microbiota e, conseguentemente, dell’equilibrio dell’organismo stesso. Un esempio pratico? Una regolare assunzione di prebiotici può aiutare a normalizzare il sonno a seguito di un periodo particolarmente stressante.

Come assumere i probiotici tramite l’alimentazione

I probiotici possono essere introdotti nella dieta quotidiana attraverso l’assunzione di kefir, yogurt, alimenti preparati con lievito madre, cibi fermentati in generale e alimenti ricchi di fibre. Sono presenti nello yogurt, nei formaggi cremosi e nel latte fermentato, in alimenti di origine vegetale, dai crauti, al miso, al tempeh al tè kombucha.

Come assumere i prebiotici tramite l’alimentazione

prebiotici si trovano in determinati alimenti come cereali integrali, legumi, ortaggi come asparagi, carciofi, cicoria, cipolla e aglio, ma anche nella banana o nel miele. I prebiotici sono anche presenti in yogurt e latte fermentato (che vengono definiti “alimenti simbiotici”, per l’apporto sia di prebiotici sia di probiotici che garantiscono).

I fermenti lattici probiotici: perché sono importanti e come sceglierli

Tra i microrganismi ad azione probiotica, hanno grande importanza per l’equilibrio del microbiota intestinale i fermenti lattici. Perché sono importanti? Perché concorrono alla fermentazione enzimatica di determinati zuccheri, necessaria nella produzione dell’acido lattico, si attivano naturalmente in caso di squilibrio intestinale, colon irritabile e varie disfunzioni dell’apparato digerente e per combattere e per riequilibrare la flora intestinale ma aiutano anche ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e contenere i sintomi delle allergie alimentari.

Si possono anche assumere al bisogno sotto forma di integratori, abitualmente con dosaggi di 1 miliardo per ceppo al giorno o superiori (ma, anche in questo caso, è opportuno consultare il proprio medico di medicina generale), a cui affiancare una dieta ricca di verdura per facilitarne lo sviluppo.

In commercio si trovano tantissimi prodotti e spesso la scelta non è facile.

Ecco alcuni consigli per scegliere quello più adatto ad ogni esigenza.

  • Ceppi diversificati: nel nostro intestino risiedono centinaia di ceppi per cui anche l’integratore dovrebbe essere variegato. I più comuni sono: lactobacillus (colonizzano in particolare l’intestino tenue e hanno funzione immunitaria e digestiva; inoltre, secondo uno studio, possono stimolare produzione di GABA, il neurotrasmettitore che favorisce il rilassamento; bifidobacterium: presenti nel colon, stimolano la produzione di acido butirrico e regolano diversi processi metabolici come la sensibilità all’insulina, così come i processi legati alla memoria. Saccharomuces, questo lievito è particolarmente benefico per proteggere l’intestino dalla terapia antibiotica.
  • Miliardi di microrganismi: gli studi hanno dimostrato che i probiotici che contengono dosi più elevate, di almeno 3-4 miliardi di batteri, producono i migliori risultati.
  • Microrganismi vivi: è la caratteristica indispensabile per poter essere qualificati come probiotici. Devono infatti arrivare vivi e attivi nell’intestino.
    con i prebiotici è meglio: le fibre prebiotiche sono l’alimento dei microrganismi. Se opti per un probiotico che contiene anche prebiotici, colonizzi l’intestino e, allo stesso tempo, nutri i nuovi ceppi, permettendo di attecchire e crescere.

Crediti foto copertina: Photo by Daily Nouri on Unsplash