Storia dello Yoga

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Non si sa esattamente quando e dove lo yoga sia nato. 

I reperti archeologici relativi al periodo della civiltà della valle dell’Indo (3000-1800 aC. E. territorio della attuale Pakistan) indicano la possibilità che la popolazione di una delle città più significative di questa cultura (Mohenjo-Daro) realizzassero una delle più antiche forme di yoga o di riti simili. 

In vari francobolli e figure trovate nella Valle dell’Indo sono raffigurate persone in posizione di meditazione o eseguendo asana di yoga.

Tuttavia, alcuni scienziati ritengono che lo Yoga esisteva molto prima dei tempi della Valle dell’Indo, facendo riferimento alla somiglianza dello yoga con lo sciamanesimo. Essi credono che questi due sistemi inizialmente avessero lo stesso obiettivo: guarire i membri della comunità. A tal fine yogi e sciamani agivano come intermediari tra l’uomo e le forze superiori, da cui dipendevano le vite dei loro compagni di tribù. 

È possibile evidenziare cinque periodi importanti nella storia dello yoga: 

  • Yoga Pre-arcaico (prima del 1800 aC) 
  • Yoga Vedico (1800 aC al 500 aC) 
  • Yoga Pre-classico (500 aC al 200 aC) 
  • Yoga Classico (inizia nel 200 aC) 
  • Yoga Post-classico (200 aC al 1900 dC) 

Nel periodo pre-arcaico, la conoscenza dello yoga era trasmessa di bocca in bocca. Si ritiene che in quel periodo, le persone erano in grado di memorizzare facilmente grandi quantità di informazioni (in seguito questa abilità fu perso e arrivò la necessità di preservare le conoscenze in testi scritti). 

Secondo la leggenda, nel periodo pre-arcaico il dio Vishnu per la prima volta diede i primi insegnamenti di yoga al re Manu.

Yoga vedico

Dopo l’invasione degli Ariani, nel nord dell’India intorno al 1000 aC nella valle del fiume Gange si formò la cultura indo-ariana. Ancor prima (circa 500-100 aC) furono scritti i Veda (inni di “conoscenza”). 

Si tratta delle prime opere scritte in lingue europee arrivate sino ai nostri tempi (Rig-Veda, circa 1000 aC). Gli insegnamenti vedici di questo periodo sono caratterizzati da riti e cerimonie che aiutavano il praticante ad andare oltre i limiti della coscienza. I Rishi – guru (insegnanti) di questa epoca, insegnavano a vivere in armonia divina alla gente comune. 

Yoga pre-classico

Più tardi furono composte le Upanishad, commenti filosofici sui Veda. In Occidente, le Upanishad apparvero per la prima volta nel VIII secolo aC. 

Le Upanishad danno una descrizione più dettagliata degli insegnamenti vedici e spiegano i tre principali aspetti della vita: universo esterno (Brahman), l’universo interno (Atman) e il rapporto tra di loro. 

Dalla ricchezza filosofica delle Upanishad si formarono sei principali darshana (sistemi filosofici): Mimamsa, Vedanta, Samkhya, Yoga, Nyaya e Vaisesika. Contemporaneamente nacque anche il Buddismo. Nel VI secolo aC il principe indiano Siddharta Gautama, praticante di yoga all’età di 35 anni raggiunse lo stato di illuminazione e cominciò a predicare le idee del buddismo, sottolineando l’importanza della meditazione e la pratica delle asana di yoga. 

Yoga classico

L’inizio del periodo classico si considera a partire dalla creazione degli Yoga Sutra di Patanjali, 150 anni prima di Cristo. 

Patanjali descriveva lo Yoga come un sistema indipendente basato sulla conoscenza e l’esperienza acquisita con la pratica degli yogi. 

Per la prima volta i principi dello yoga furono raccolti in un lavoro scritto, che consiste in 195 aforismi o sutra. 

Nei suoi “Yoga Sutra” Patanjali riassume la filosofia e la pratica di questo yoga, che ora la maggior parte dei seguaci considerano CLASSICO. 

Secondo la tradizione, l’antico saggio Patanjali non si rivendicata come l’autore o il creatore del sistema, ma sottolinea che solo raccoglie i dati arrivati a lui per via orale e che avrebbe poi unificato in una dottrina. 

Yoga post-classico

In Europa, si conosceva lo yoga sin dal tempo della colonizzazione dell’India dal parte della Gran Bretagna (fine del XVIII all’inizio del XIX secolo). Alcuni scienziati iniziarono a ricercare e pubblicare articoli sullo yoga, ma non ricevettero alcuna risposta da parte dei lettori. 

Solo alla fine del XIX secolo lo yoga diventò popolare grazie agli sforzi del primo “missionario” hindù, discepolo di Ramakrishna, yogi Vivekananda. 

Negli anni ’30 del XX secolo, si inizia a parlare di yoga in relazione al crescente interesse per una vita sana e il vegetarismo. 

Negli anni ’50 e ’60 si riversano in Europa molti maestri dall’India. Tra questi: Sri BKS Iyengar (che per molti versi adattò lo yoga alla mentalità europea), Maharishi Mahesh (divulgatore della meditazione trascendentale), Swami Sivananda (autore di oltre 200 libri su Yoga e Filosofia), Swami Sachchidanand (che presentò il canto rituale e lo yoga nel festival rock pacifista di Woodstock). 

Negli anni ’70 il Yogi Bhajan introdusse nel mondo occidentale la tradizione del Kundalini Yoga. 

L’India divenne il centro mondiale dello yoga. A New Delhi, si aprì il più grande centro dedicato alla ricerca e allo sviluppo nel campo dello yoga. 

Nel XXI secolo, lo yoga acquistò una straordinaria popolarità in Occidente. 

Lo yoga è una disciplina volta alla scoperta della propria interiorità, nel mondo occidentale, viene utilizzato come rimedio per migliorare la salute, alleviare lo stress e rilassarsi, ma una volta entrati nella filosofia di questa disciplina può accadere di venirne catturati e decidere di approfondirne la conoscenza aiutando a migliorare se stessi.